Ahora sì: "Ya tenemos presidente"

I sondaggi lo davano vincente, pur con percentuali diverse, ma comunque vincente nelle elezioni in Ecuador. Lo slogan che circolava tra i suoi sostenitori era “Ya tenemos presidente, tenemos a Rafael”. E ha vinto al primo turno con il 56% dei voti. Rafael Correa continuerà alla presidenza dell'Ecuador per un terzo mandato e con lui continuerà la Revolucion Ciutadana. Così ha deciso la maggioranza assoluta del paese andino che si sono recati ai seggi . "Estamos ahí para servirlos a ustedes, nada para nosotros. Recibimos con toda firmeza cuatro años más de revolución, muchas gracias a todos ustedes", ha detto affacciandosi al balcone della sede del governo, il Palacio de Carondelet, nel centro di Quito, capitale dell'Ecuador. Assieme a lui il candidato vicepresidente Jorge Glas. Un presidente carismatico e dal linguaggio diretto che si pone dalla parte della cittadinanza nella richiesta di uno snellimento delle strutture di potere. Un governo che ha realizzato gran parte di quanto promesso nelle campagne elettorali, grazie ad una politica di reinvestimento della ricchezza prodotta per una modernizzazione del paese e per la ridistribuzione della ricchezza. Grazie ai buoni indicatori economici il governo di Rafael Correa è riuscito a far uscire l'Ecuador dalla stagnazione e dall'instabilità che ha caratterizzato la nazione dagli anni '70. Prima lo stato era un'entità astratta, ora Rafael Correa lo ha reso umano e ha fatto in modo che, oggi, molti si interessino di politica. Un giovane nato, ad esempio, nel 1996 non aveva mai visto un governo completare il proprio mandato prima che arrivasse l'esecutivo guidato da Correa. L'educazione, ad esempio, non era mai stata una priorità per i governi anteriori, così come i problemi delle classi più povere e dei settori operai e contadini. Complice un elevato prezzo internazionale del petrolio nei primi sei anni di mandato il governo di Rafael Correa ha costruito la maggiore rete viaria della storia dell'Ecuador permettendo a numerosi paesi di essere collegati con il resto del territorio. Ha ampliato l'accesso ai servizi sanitari e, non molto tempo fa, ha aumentato il “bono de desarrollo humano” destinato a quasi 2 milioni di ecuadoriani. Pochi giorni dopo la sua rielezione il presidente era presente all'inaugurazione del nuovo aeroporto internazionale di Quito, che in realtà si trova a Tababela, 18 chilometri dal centro della capitale. Sostituisce il vecchio “Mariscal Sucre” situato all'interno della città. Rafael Correa resterà alla guida dell'Ecuador fino al 2017. 

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