In Brasile l'iPhone non si chiamerà iPhone

La Apple perderà il diritto di usare il nome iPhone in Brasile. Motivo? Nel 2008 lo stesso nome era già stato assegnato all'azienda brasiliana Gradiente, facente capo alla Igb Eletronica Sa. A comunicarlo l'Istituto di Proprietà Industriale (INPI). Gli smartphone Apple in Brasile, quindi, non si chiameranno iPhone e la comunicazione ufficiale arriverà a metà febbraio. La richiesta di registrare il nome iPhone era stata inoltrata dalla Gradiente nel 2000 e accettata otto anni dopo. Quella della Apple, invece, è stata fatta solo nel 2007. L'Istituto di Proprietà Industriale, quindi, si è basato su due criteri: impedire di confondere i consumatori con due prodotti diversi che portano lo stesso nome, assegnare il nome a chi ha presentato per primo la richiesta. In Brasile, quindi, ne resterà soltanto uno, anche se non vanno sottovalutate le disponibilità economiche che la mela morsicata ha a disposizione ed i giorni che mancano all'ufficializzazione della notizia. Per la Apple c'è anche una beffa. A dicembre la Gradiente ha messo sul mercato l'iPhone Neo One, smartphone di fascia media che usa il sistema Android Gingerbread, rivale di quello prodotto dall'azienda di Cupertino. Poco più di 200 euro (600 real) il costo dell'iPhone brasiliano, contro i circa 740 del 4S.

Non è la prima brutta notizia arrivata dall'America Latina per la mela morsicata: lo scorso novembre la Apple ha perso una causa contro la messicana iFone che aveva depositato il proprio nome nel 2003, con obbligo di risarcimento. Va ricordato che un fatto simile è accaduto anche negli Stati Uniti: nel 2000 fu la Cisco a ottenere per prima la concessione all'utilizzo del nome iPhone, che passò alla Apple dopo un accordo tra le aziende. In Cina, invece, è il marchio iPad ad essere rivendicato da una azienda locale.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche