Ruolo del giornalista e futuro del giornalismo secondo Ignacio Ramonet

Oggi il lettore ha acquisito un potere maggiore rispetto al passato, è un lettore attivo. Parte da qui Ignacio Ramonet, giornalista e scrittore spagnolo, direttore di Le Monde Diplomatique en español, in una intervista pubblicata da Desinformemonos e realizzata a Ciudad Bolívar, quartiere periferico di Bogotá, in Colombia. Per arrivare a spiegare il ruolo del giornalista in futuro, Ramonet spiega come si sia passati da un sistema con mezzi di comunicazione che inviavano informazioni a un pubblico “rassegnato” solo a riceverle, ad un sistema diverso e rivoluzionato. In mezzo il periodo in cui l'ascoltatore radiofonico interveniva saltuariamente in trasmissione con una telefonata.
Oggi, invece, chiunque abbia nozioni di base nell'uso del computer e della rete internet può aprire un blog collegato a profili Facebook e Twitter, e la propria webtv su Youtube per convertirsi in “mezzo di comunicazione”, continua Ignacio Ramonet. Anche i siti dei principali media si sono trasformati con l'inserimento di spazi dove il pubblico può commentare e intervenire attraverso i social network, integrando l'informazione contenuta negli articoli. In alcuni casi può aggiungere foto e video. Ignacio Ramonet è certo che sia cambiato anche il lavoro del giornalista, cui si richiedono articoli che possano venir completati ed implementati dai lettori. Quasi fosse un “work in progress”. 
Per arrivare a capire il ruolo del giornalista, bisogna chiedersi cosa dovrà fare. Di certo non sarà più colui che illumina i lettori sui vari argomenti, ma uno che riesca a collegare intelligentemente i fatti. Ciò renderà ancora più difficile il mestiere del giornalista, conclude Ignacio Ramonet, anche se potrà sfruttare a pieno le nuove tecnologie attraverso le quali seguire eventi a distanza o rielaborare informazioni per poi redristribuirle in tutto il mondo. In futuro il ruolo del giornalista sarà anche legato alla capacità di raccogliere finanziamenti da parte delle redazioni web per cui lavora, cosa non facile soprattutto per quei nuovi media non legati a testate multimediali. Il giornalismo di inchiesta sta sparendo perché molte redazioni non se lo possono più permettere economicamente. Nel link all'inizio del post potete leggere l'intervista integrale.

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