Santa Maria. Incendio al Kiss: parlano i testimoni

In Brasile, finito il tempo delle lacrime per le vittime dell'incendio nella discoteca Kiss di Santa Maria, ora sono le voci dei testimoni a focalizzare l'attenzione. Alcuni concordano nel segnalare che le guardie di sicurezza del Kiss avevano bloccato l'unica uscita presente dopo che si era sprigionato l'incendio per impedire che i giovani uscissero senza pagare. Altri spiegano che sul momento gli stessi componenti della sicurezza non avevano compreso la gravità della situazione e credevano si fosse scatenata una rissa. Quando hanno capito la gravità della situazione hanno aperto la porta. Resta il fatto che il Kiss ha un unica uscita/entrata ed è privo di uscite d'emergenza, per questo molti si sono diretti verso i bagni in cerca di un'altra via di fuga. Per questo i soccorritori hanno incontrato molti dei cadaveri proprio vicino ai servizi.
Altri testimoni segnalano che un ragazzo è morto d'infarto subito dopo essere uscito dal locale. Una delle ragazze di fronte al palco ha confermato la causa dell'incendio. Uno dei componenti del gruppo musicale Gurizada Fandangueira impegnato sul palco ha acceso un fuoco pirotecnico che hanno incendiato il tetto del Kiss. 79 persone continuano ricoverate in ospedale, l'80% dei quali per intossicazione da fumo, gli altri per ustioni. Al momento si crede che tutti i corpi siano stati rimossi dal locale pur non escludendone la presenza sotto i detriti. Nel local c'è il rischio di crolli a causa dei danni. L'incendio del Kiss di Santa Maria, città universitaria dello stato di rio Grande do Sul, riporta alla mente la tragedia occorsa in un'altra discoteca latinoamericana nel 2004. Allora ad incendiarsi fu il Cromañón della località di Balvanera, a Buenos Aires, dove persero la vita 194 persone. Per questo il Ministero della Salute argentino invierà pelle per gli interventi chirurgici necessari agli ustionati. Il titolare dell'Instituto Central Único de Ablación e Implante (INCUCAI), Carlos Soratti ha ricevuto la richiesta della coordinatrice dei trapianti dello stato di Rio Grande do Sul, Rosana Reis Nothen. Il tessuto epidermico proviene dalla banca della pelle presente all'ospedale Garraham di Buenos Aires.


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