Costa Rica. Abolita la caccia sportiva. Ora è un crimine

Personalmente sono contro la caccia e ritengo i cacciatori dei criminali. Non comprendo come si possa considerare uno sport l'uccisione di volatili e altri animali e come si possa provare piacere nel farlo. A meno che uno non abbia gravi problemi mentali, comportamentali e di socializzazione.
Sono felice, quindi, di scoprire che il governo della Costa Rica, in Centroamerica, ha abolito la caccia sportiva. Con l'entrata in vigore della Ley de Vida Silvestre, cacciare un animale costerà al responsabile fino a 3000 dollari di multa e da 2 a 4 mesi di carcere. La sanzione varia secondo la specie. Inoltre sarà vietato avere animali selvatici come animali da compagnia. In questo caso si va da 600 a 1200 dollari di multa. Oltre a sanzionare anche il traffico illegale di specie animali, la legge creerà un Registro Nacional de Vida Silvestre. Si tratta si una legge di iniziativa popolare che ha raccolto 177 mila firme ed è stata sostenuta dalla Asociación Preservacionista de Flora y Fauna (Apreflofas). A metà dicembre la Ley de Vida Silvestre è stata votata positivamente dal Congreso dopo essere passata all'approvazione del Senato. Ad opporsi il solo Movimiento Libertario, partito di destra, con in testa il deputato Ernesto Chavarría. La caccia sportiva è solo una strage di animali indifesi con l'unico obiettivo di divertirsi, ha risposto Claudio Monge del Partido Acción Ciudadana (PAC). La Costa Rica, della presidente Laura Chinchilla Miranda, è il primo paese latinoamericano ad abolire la caccia sportiva. Da oltre 10 anni, inoltre, è vietato l'uso di animali in spettacoli pubblici e nei circhi. 28 mila le licenze di caccia sportiva concesse dal 2000 in Costa Rica, secondo dati del Sistema Nacional de Conservación (Sinac), delle quali 1296 nel 2011.

1 commenti:

  1. Già,è proprio così. Francamente mi è difficile capire come un uomo di oggi possa condividere la pratica della caccia. Quando si parla con un cacciatore sembra davvero di essere di fronte ad un diverso; naturalmente sarà la stessa cosa per lui. E' impossibile stabilire un colloquio, perché si parte da sensibilità diverse. E allora viene da pensare che non basta l'evoluzione sociale e tecnologica per cambiare l'uomo. Però non voglio essere pessimista. Penso che le giovani generazioni pian piano stiano cambiando, e mi auguro che anche la caccia diventi sempre più un residuo del passato. Ho letto che la maggior parte dei cacciatori ha un'età tra i 65 e i 78 anni. Speriamo nelle prssime generazioni....

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