Peña Nieto: primo mandato, prime proteste


Duplice l'immagine della giornata di ieri, 1 dicembre, che ha sancito il debutto di Enrique Peña Nieto del Partido Revolucionario Institucional (PRI) come presidente del Messico, al posto di Felipe Calderón, del Partido Acción Nacional (PAN). Da una parte proprio l'atto ufficiale in cui Enrique Peña Nieto, dopo aver ricevuto la bandiera del Messico dal suo predecessore, si è rivolto ai suoi concittadini presentando quelli che ha definito i 5 punti fondamentali del mandato. Dall'altra, in strada, manifestanti, alcuni incappucciati e con maschere di Anonymous, che hanno salutato la sua elezione lanciando pietre e molotov, contro le barriere che circondavano il bunkerizzatissimo Palacio de San Lázaro, sede de la Cámara de Diputados. Sebbene fossero presenti manifestanti pacifici con cartelli "EPN no es mi presidente", la situazione è andata radicalizzandosi nel corso della giornata con l'arrivo di eterogenei gruppi, tutti con il medesimo obiettivo: mostrare il rifiuto di una larga parte della società verso il nuovo presidente del Messico e il ritorno al potere del PRI. Circa 6000 gli agenti dell'esercito, Policia Federal, Policia Municipal in assetto antisommossa che hanno sparato lacrimogeni e proiettili di gomma, smentendo poi, in un comunicato, di averli utilizzati. Testimoni oculari parlano di un lancio reiterato ad altezza uomo che ha ferito almeno tre persone: due studenti e un attivista di Otra Campaña, Juan Francisco Quinquedal (Kuykendall). Colpito direttamente alla testa, ha subito una grave lesione con esposizione della massa cerebrale ed è stato ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. Attualmente risulta in coma indotto.
La protesta, pacifica nelle intenzioni degli organizzatori, era stata convocata dal Frente Nacional Contra la Imposición, di cui fa parte anche il movimento #YoSoy132, come già scritto nel post precedenteI manifestanti considerano Enrique Peña Nieto un presidente illegittimo, che ha vinto le elezioni presidenziali del 1 luglio 2012 grazie al supporto della catena televisiva Televisa, e alla compravendita di voti. A convergere di fronte a Palacio de San Lázaro, da diverse parti della capitale, Ciudad de Mexico, sono stati cortei del Partido de la Revolución Democrática (PRD) e del Movimiento de Regeneración Nacional (Morena) cui ha partecipato anche l'ex candidato alla presidenza, Andrés Manuel López Obrador, che non ha riconosciuto la vittoria di Enrique Peña Nieto. Il Frente Nacional Contra la Imposición ha convocato manifestazioni in altre grandi città del Messico. Il primo mandato di Enrique Peña Nieto (2012-2018) è appena iniziato, ma la pazienza di molti messicani sembra già finita.

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