Diavoli all'UNESCO

I Diablos Danzantes del Corpus Christi de Venezuela (diavoli danzanti del Venezuela) sono entrati nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità. A deciderlo è stata l'UNESCO, organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione e la scienza. Immateriali perché non tangibili come i palazzi o i monumenti. 
A loro è dedicata una mostra nella sede parigina dell'UNESCO, inaugurata dal viceministro de Identidad y Diversidad Cultural de Venezuela, Benito Irady. Include maschere, vestiti tradizionali, foto e video dedicati a un evento che si svolge undici settimane dopo il venerdì santo in diverse zone del paese. Forte di 400 anni di storia, è un misto di tradizione aborigena, cultura africana e religione cattolica che mostra le radici multietniche ed ancestrali del Venezuela. In sintesi, le loro vesti rosso sgargiante, le loro corna e i bastoni che tengono in mano, simbolizzano la lotta tra il bene ed il male, e la sottomissione degli spiriti maligni nei confronti del Corpo di Cristo. Le loro danze sono accompagnate dal suono delle maracas che tengono in mano, anche se ciascuna comunità ha le sue peculiarità. Dal 2005 i Diablos Danzantes del Corpus Christi fanno parte del Patrimonio Culturale del Venezuela. E' la prima volta che una manifestazione culturale venezuelana entra nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'umanità.  
Oltre ai Diablos Danzantes del Corpus Christi, anche il Frevo, frenetica coreografia del Carnevale di Recife in Brasile; la rappresentazione storica della vittoria di San Ignacio de Loyola che si svolge dal 7 luglio al 5 agosto nell'Amazzonia boliviana ed è conosciuta come “Ichapekene Piesta”; il festival religioso dedicato a San Francisco di Assisi a Quidbó in Colombia, e la lavorazione del cappello di paglia che si fa sulla costa dell'Ecuador, sono entrati nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'umanità dell'UNESCO.

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