Massacro di Putis: in Perú inizia il processo

Circa 123 cittadini furono assassinati da militari dell'esercito peruviano nel dicembre del 1984. Abitavano e lavoravano tra i paesi di Rodeo, Vizcatánpata, Rumichaca, Sayhuallamacniyocc, Pampahuasi, Huancas, Orccohuasi, Cayramayo e Putis nel distretto di Santillana, provincia di Huanta (Ayacucho). La zona era considerata ad alta presenza di guerriglieri di Sendero Luminoso nonché strategica in quanto corridoio naturale tra la sierra e la selva di Ayacucho, fino alla Valle del fiume Apurímac e al dipartimento di Junín. Per questo l'esercito peruviano decise di costruirvi una caserma. La Base Militar de la Segunda División de Infantería di Ayacucho, al comando del Generale Wilfredo Mori Orzo
Sulla vicenda ha indagato la Comisión de la Verdad y Reconciliación anche a seguito delle descrizioni realizzate da testimoni e sopravvissuti al massacro. E' il massacro di Putis, uno dei maggiori quanto poco conosciuti crimini della storia recente del Perú. In effetti per anni nessuno ha saputo nulla finché alcuni testimoni, fuggiti prima della strage, ed un militare pentito hanno iniziato a raccontare cosa accaduto in quel dicembre 1984. I militari attirarono i cittadini nella parte bassa di Putis con la falsa promessa di proteggerli da terroristi e guerriglieri e li convinsero a scavare quelle che sarebbero divenute le loro fosse, ha concluso la Comisión de la Verdad y Reconciliación. Alle 7 del mattino del 13 dicembre separarono le donne dagli uomini, gli anziani dai bambini, prima di fucilare tutti. Tutti tranne i sopravvissuti che hanno raccontato la vicenda fin nei particolari. Nel 1998 Gerardo Fernández, cittadino di Cayramayo, guidò un gruppo di persone alle fosse comuni di Putis, permettendo il ritrovamento di resti umani e vestiti. Da qualche anno sono iniziate le esumazioni nelle varie fosse comuni. Ritrovati anche bossoli tipo FAME del 1983 di esclusivo uso militare. 
Accogliendo la denuncia della Segunda Fiscalía Penal Supraprovincial di Ayacucho, a settembre, il Tercer Juzgado Penal Supraprovincial di Lima ha dato il via al processo contro il generale Wilfredo Mori Orzo e altri comandanti della Segunda División de Infantería dell’esercito peruviano quali responsabili del massacro: il capo di Stato Maggiore, Juan Briones Dávila, il capo del Servizio di Sicurezza, Carlos Soto Mesinas e il capo della Compagnia Lince, Luis Oscar Grados Bailetti.


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