Puerto Rico: il cinquantunesimo stato (forse)

Mentre gli occhi del mondo erano tutti puntati sulle elezioni presidenziali statunitensi con la sfida tra Mitt Romney e Barack Obama, poco più a sud, nell'isola di Puerto Rico si celebravano elezioni per scegliere il governatore, i sindaci e i parlamentari. Ma non solo. Nell'indifferenza dei media si è celebrato anche un referendum sullo status dell'isola che Diario Latino ha presentato nel gennaio scorso, partendo dal fatto che Puerto Rico è una colonia degli U.S.A. Due le domande del referendum. La prima: “volete mantenere l'attuale status politico dell'isola”. In questo caso il 53,62% dei votanti, pari a 930.659 suffragi, ha detto “No”. La seconda: “in caso siate contrari che tipo di status politico preferireste”. 3 le scelte: Diventare il 51esimo stato degli Stati Uniti d'America, essere uno Stato Libero Associato Sovrano, diventare Stato Indipendente. Il 62,32%, pari a 799.208 voti, ha scelto la prima opzione: diventare il 51esimo stato degli U.S.A. 
E qui nasce il “però”. Però il referendum non ha carattere vincolante (e figurarsi!). Quindi ora la palla passa al Congresso degli Stati Uniti (ma guarda un po') che deciderà se avallare o meno il responso del referendum e accettare l'incorporazione a pieno titolo di Puerto Rico come stato. Nel maggio scorso alcuni cittadini portoricani, tra cui l'avvocato Gregorio Igartúa, avevano chiesto la possibilità di avere al Congresso rappresentanti con diritto al voto. Oggi Puerto Rico ha solo un delegato che assiste alle sedute. Un giudice federale prima ed il Tribunale Supremo degli Stati Uniti, poi, hanno negato tale possibilità. Motivo: Puerto Rico non è ufficialmente uno stato dell'unione dunque non ha diritto ad avere rappresentanti. Se il pronunciamento del Congresso sull'esito del referendum sarà positivo allora verrà meno questa condizione e Puerto Rico potrà avere una voce nell'assemblea. Finora il colonialismo alla massima potenza espresso dagli U.S.A. ha impedito ai portoricani il diritto a votare per eleggere sia i componenti delle due camere sia il presidente. Eleggono, invece, con suffragio diretto, il governatore, i componenti dell'Assemblea legislativa e altre autorità locali, come i sindaci. Curioso, però, che i candidati possano fare campagna elettorale nell'isola e raccogliere fondi. Per la cronaca, il 32,7% dei portoricani ha votato per l'opzione Stato Libero Associato Sovrano e il 5,2% ha scelto l'indipendenza.

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