Quanti ne serviranno ancora?

E con questa fanno ventuno. Ventuno volte nelle quali l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha condannato a maggioranza l'embargo che il governo degli Stati Uniti ha imposto nel 1962 contro l'isola di Cuba. "El bloqueo" come lo chiamano nell'isola. Dopo 3 ore di riunione sono stati 188 i voti a favore, due gli astenuti (Micronesia e Isole Marshall) e tre i contrari: i soliti Stati Uniti, Israele e l'arcipelago di Palau. Interessante ricordare che nel 1992 furono 59 i voti a favore della risoluzione per la sospensione dell'embargo a Cuba, nel 2011 erano 186, mentre quest'anno si è arrivati a 188: una maggioranza schiacciante, un chiaro messaggio da parte della comunità internazionale al governo statunitense che ne dimostra il completo isolamento sul tema. Secondo dati del governo cubano el bloqueo ha causato danni superiori al milione di dollari all'economia dell'isola. Poche ore fa in una intervista alla televisione cubana è stato il vicepresidente del Estado Plurinacional de Bolivia, Álvaro García Linera, a definire l'embargo una delle pagine più vergognose nella storia contemporanea e un'offesa alla convivenza pacifica tra gli stati. In definitiva un atto criminale contro la popolazione che causa un insieme ingiustificato di privazioni. Da segnalare infine che il voto espresso questa settimana al palazzo di vetro contro l’embargo economico, commerciale e finanziario contro Cuba ha valore puramente simbolico perchè non obbliga gli Stati Uniti a rispettarlo. E con questo fanno ventuno. Ventuno voti che il governo degli Stati Uniti ha completamente ignorato: quanti ne serviranno ancora?

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