Bentornata in Messico, Lydia

La giornalista, scrittrice e attivista dei diritti umani Lydia Cacho è ritornata in Messico. La sua riapparizione nel paese natale è avvenuta al Museo Memoria y Tolerancia di Città del Messico dove è stato presentato “Informe diagnóstico: Violencia contra mujeres periodistas” in un incontro organizzato dalla O.N.G. Comunicación e Información de la Mujer, (CIMAC). Sorridente e apparentemente tranquilla ha espresso il proprio parere sul contenuto di “Informe diagnóstico” sottolineandone il taglio prospettico incentrato sulla donna. Secondo i dati dal 2002 al 2011 sono stati accertati 94 casi di violenza contro le donne giornaliste, gran parte casi di impedimento nell'esercizio dell'attività lavorativa o casi di arresto arbitrario. Una decina quelle uccise. Oaxaca, Distrito Federal, Chihuahua, Quintana Roo, Jalisco, Veracruz, nell'ordine, gli stati più pericolosi. Lydia Cacho ha poi raccontato un aneddoto risalente a quando scriveva per La Crónica, insieme a Carlos Hurtado, il quale una volta le disse: “Noi uomini sono come il P.R.I. (Partido Revolucionario Institucional al potere in Messico), abbiamo il potere e non lo lasceremo”. L'autrice di Los demonios del Edén ha aggiunto che le donne ed i giornalisti in genere, al contrario, sono a rischio, quanto più il loro lavoro si avvicina alla verità. La violenza sta diventando sempre più l'ostacolo che impedisce ai messicani la realizzazione dei propri obiettivi e quelli della società tutta. Ricordando che nessuno dovrebbe essere costretto a fuggire dal proprio paese ha ringraziato quanti le hanno espresso solidarietà, alcuni dei quali presenti in platea. 
Le minacce di morte alla giornalista e scrittrice messicana sono iniziate nel 2005 dopo la pubblicazione di Los demonios del Edén. Nel libro Lydia Cacho denunciava che alcuni politici ed imprenditori degli stati di Quintana Roo e Puebla davano protezione ad un gruppo di sfruttatori della pornografia infantile. Nel 2010 ha pubblicato Esclavas del poder, mentre altri libri sono Esta boca es mia e Con mi hij@ no. A principio di agosto era stata costretta ad abbandonare il Messico a seguito di gravi e reiterate minacce telefoniche, come già scritto da Diario Latino.

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