Omaggio alle vittime della Noche de los lapices

“Primero mataremos a todos los subversivos, luego mataremos a sus colaboradores, después... a sus simpatizantes, enseguida... a aquellos que permanecen indiferentes, y finalmente mataremos a los tímidos”.
General Ibérico Saint Jean. Gobernador de la Provincia de Buenos Aires. Mayo de 1977

A Buenos Aires una folla ha reso omaggio alle vittime della noche de los lapices (notte delle matite), una delle pagine più vergognose della dittatura militare argentina. Il sequestro di 10 studenti minorenni della Escuela Normal 3 de La Plata avvenuto il 16 settembre 1976, durante le proteste per il boleto estudiantil. Avevano tra i 14 e i 17 anni. Le proteste si inserivano all'interno della resistenza popolare alle violenze della dittatura militare argentina. Ad operare il sequestro fu il Batallón 601 del Servicio de Inteligencia del Ejercito e la polizia della provincia di Buenos Aires, guidata dal generale Ramón Camps. 6 dei 10 sequestrati furono torturati e uccisi, 4 scapparono. Appartenevano alla Unión Estudiantil Secundaria (UES) stavano la partecipando ad una manifestazione contro l'abolizione del Boleto Escolar Secundario (BES): tesserino che consentiva a studenti liceali sconti sul prezzo dei libri di testo ed riduzioni del biglietto dell'autobus.
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l'omaggio alle vittime della noche de los lapices celebrato ieri a Buenos Aires è stato organizzato dall'associazione Espacios Unidos ed ha visto la presenza di Emilce Moler, una dei 4 sopravvissuti. Un modo per ribadire il “nunca mas”. Con cori a favore del defunto ex-presidente argentino Néstor Kirchner, i giovani della Juventud Kirchnerista presenti a questo 36esimo anniversario hanno dimostrato l'entusiasmo verso il recupero della memoria e la comprensione di fatti recenti, dopo il silenzio imposto per anni dalla dittatura militare argentina. Ma l'omaggio alle vittime della noche de los lapices è stato anche occasione per discutere dell'attualità: gli studenti hanno alzato una voce critica verso la 0-800: una linea telefonica istituita dal comune di Buenos Aires. Obiettivo: dare la possibilità a chiunque di denunciare attività politiche all'interno degli istituti scolastici. Ad istituirla è stato l'esecutivo guidato dal sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri. Secondo Esteban Bullrich, Ministro de educación, a fine agosto aveva ricevuto oltre 5000 chiamate. Dal canto suo l'Instituto Nacional contra la Discriminación, la Xenofobia y el Racismo (INADI) qualifica l'istituzione della 0-800 come l'istituzionalizzazione della persecuzione politica. Critiche anche da parte della Federación de Estudiantes Secundarios (FES).

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