GB vs Ecuador: continua il braccio di ferro su Julian Assange

Una riunione per discutere sull'inviolabilità della ambasciata ecuadoriana a Londra è stata indetta per venerdì 24 agosto dal Consiglio Permanente dell'Organizzazione degli Stati Americani. 23 i voti a favore e 3 contro (U.S.A., Canada, Trinidad e Tobago). Il tema è ovviamente relazionato all'asilo diplomatico concesso dall'Ecuador a Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. La riunione sarà preceduta da altri due incontri: uno dell'Unión de Naciones Suramericanas (UNASUR), l'altro dei rappresentanti dell'Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA), in programma da domani nella città ecuadoriana di Guayaquil. A dare conferma della concessione dell'asilo diplomatico a Julian Assange è stato il ministro degli Esteri dell'Ecuador Ricardo Patiño in una conferenza stampa da Quito che potete rivedere nel video allegato.




Dal 19 giugno il cittadino australiano Julian Assange si trova nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove ha consegnato una richiesta di asilo diplomatico, nel timore di subire una estradizione dalla Gran Bretagna in Svezia e da qui ad un paese terzo. Il riferimento è agli Stati Uniti dove Assange potrebbe essere accusato di tradimento per aver pubblicato documenti classificati come riservati e compromettenti per il governo di qual paese. Potrebbe, inoltre, essere giudicato da un tribunale militare. In Svezia, invece, è accusato da due donne di violenza sessuale, in rapporti iniziati in maniera consensuale e continuati con coercizione. Quindi il timore di Assange è questo: l'estradizione dalla Gran Bretagna alla Svezia sarebbe solo un primo passo per essere poi estradato negli Stati Uniti dove potrebbe arrivare ad essere condannato alla pena capitale per le rivelazioni di contenuti riservati fatte attraverso WikiLeaks. Va sottolineato però che al momento non esiste alcuna richiesta di estradizione emessa dagli Stati Uniti nei suoi confronti, pur essendoci una indagine su di lui e su WikiLeaks.
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Il braccio di ferro tra Ecuador e Gran Bretagna continua e si prospetta lungo. Le autorità del paese andino hanno annunciato la possibilità di rivolgersi alla Corte Penale Internazionale per violazione della convenzione del rifugiato se la Gran Bretagna non rispetterà la decisione di dare asilo a Julian Assange o se verrà violata la sovranità territoriale dell'ambasciata. La Gran Bretagna ha paventato la possibilità di revocare lo status consolare della sede diplomatica ecuadoriana per “utilizzo illecito della sede” secondo quanto stabilito dal Diplomatic and Consular Act del 1987. Le stesse autorità hanno ribadito di voler ottemperare all'obbligo di estradare Julian Assange in Svezia e di non voler concedere la possibilità del salvacondotto, ovvero di poter abbandonare l'ambasciata dell'Ecuador per recarsi all'aeroporto. Tradotto: appena uscito Julian Assange verrebbe arrestato sul marciapiede di fronte il numero 3 di Hans Crescent, sede dell'ambasciata stessa. Ciò esclude anche l'altra ipotesi: che un'auto dell'ambasciata possa portarlo dalla sede diplomatica all'aeroporto per volare poi a Quito.
Intanto c'è attesa per ciò che dirà Julian Assange domenica in conferenza stampa dall'interno dell'ambasciata ecuadoriana a Londra, anche se non è chiaro esattamente da quale punto dell'edificio parlerà: da un balcone o dalla porta d'ingresso.

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