Si chiudono gli occhi di Buenos Aires

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I suoi occhi hanno permesso a molti di noi di vedere Buenos Aires. Nei suoi 105 anni ha ritratto la capitale argentina nelle maniere più suggestive. La Boca, la Corrientes, la Avenida de Mayo, fin nei rincones più umili e sconosciuti. Era un “tano”, Coppola. Figlio di migranti genovesi trasferiti nel paese del Cono Sur, Horacio Coppola era nato nel 1906 a Buenos Aires, città dove è morto. Era stato nominato cittadino illustre della capitale nel 2003. Era il più piccolo di sei fratelli, uno dei quali, Armando, gli trasmise la passione per la fotografia.
Ne scrivo per la qualità delle immagini che scattato, certo, ma anche per il suo legame con lo scrittore e poeta porteño Jorge Luis Borges, di cui sono appassionato lettore. Un legame nato all'età di 21 anni in occasione della prima pubblicazione di Evaristo Carriego, opera corredata da foto di Coppola. Ma le foto di Coppola furono protagoniste di innumerevoli esposizioni in Argentina, al Museo de Arte Moderno, ed in Europa, come quelle al British Museum e al Louvre. In occasione dei suoi 100 anni il Malba, Museo de Arte Latino Americano de Buenos Aires, organizzò una grande mostra in suo onore. Tra il 1934 ed il 1935 risiedette tra Londra e Parigi dove fotografò Mar Chagall y Joan Miro, attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica Leica, dalla quale non si separò mai.


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