Maurizio Campisi e la sua "Pelle di serpente"

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Definito dall'autore un ritratto delle dinamiche politiche, sociali ed economiche che attualmente affliggono l'America Latina, il libro "Pelle di serpente - Lo sfruttamento infinito dell'America Latina e delle sue risorse", scritto da Maurizio Campisi, mixa critica e speranza in un testo che nasce dall'esperienza diretta vissuta in America Latina, senza intermediazioni né distorsioni dovute alla distanza.
Pelle di serpente è un percorso tra vittorie e sconfitte di un continente al quale il blogger di El Dorado ha dato un taglio da reportage nel trattamento degli argomenti. Ciascuno dei 20 capitoli è corredato con dati, testimonianze e descrizioni. E' stato presentato ieri, alla Sala conferenze della Casa del conte verde a Rivoli (TO) dallo stesso Maurizio, da Carlo Zorzi dell'associazione culturale La Meridiana, da Marco Bellingeri, docente di Storia dell'America Latina all'Università di Torino e dal giornalista Salvo Anzaldi. Pubblicato dalla Editorial Intangible di Valencia, è il terzo libro per Maurizio, che in una intervista ha spiegato: "L’America latina nel secolo scorso ha vissuto tragedie inenarrabili per soddisfare i bisogni del Primo mondo. Dal colonialismo alle dittature i sistemi di controllo erano manifesti e tangibili. Oggi, la dinamica è più subdola. Con l’avvento delle democrazie ci si era erroneamente illusi che le realtà latinoamericane potessero slegarsi dallo sfruttamento. Questo si è invece solo spostato, muovendosi verso un asse istituzionale, regolato da leggi e trattati. Il controllo viene esercitato attraverso gli enti e gli organismi internazionali che obbligano i paesi a seguire le politiche sociali, commerciali ed economiche che vengono indicate da questi centri di potere. Da qui nasce la perversione del sistema, che non sfrutta solo le risorse naturali ma anche quelle umane, con la limitazione delle nostre libertà individuali".

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