Panama. Proteste contro lo sfruttamento minerario e idroelettrico: il nodo da sciogliere

Ngäbe-Buglé
Durano da oltre una settimana le proteste degli indigeni Ngäbe-Buglé nelle province settentrionali di Panamá, che hanno portato gravi disagi per le comunicazioni stradali, obbligando mezzi pubblici, camionisti e automobilisti che percorrevano la strada Panamericana a fermarsi. Ora, con l'intervento dei gruppi antisommossa della polizia di Panamá dotati di gas lacrimogeni, la Panamericana, principale arteria del paese centroamericano è di nuovo sgombra. Come spiegato nel post precedente, gli Ngäbe-Buglé accusano il governo conservatore del presidente Ricardo Martinelli di non rispettare i patti firmati nel febbraio 2011. Il presidente, a sua volta, li accusa di non capire le necessità di approvvigionamento elettrico ed energetico del paese, derogando gli accordi firmati. Ma cosa è stato realmente accordato tra le parti? Spiegarlo non è semplicissimo. Il 27 febbraio 2011 il ministro della Presidenza, Jimmy Papadimitriu, e il leader della Coordinadora por la Defensa de los Recursos Naturales del Pueblo Ngäbe-Buglé, Rogelio Montezuma, firmarono un accordo nella città di San Félix. Al punto 2 veniva sancita la necessità di creare una zona dove fossero proibiti esplorazione e sfruttamento minerario, e dove fosse tutelata l'orografia. Nel documento non si parlava di divieto di costruire centrali idroelettriche. 4 mesi dopo le due parti tornarono a discutere un documento ampliato, di 12 punti, trovando un accordo solo in 8 di questi. Uno degli articoli esclusi era il numero 5: stabiliva la cancellazione di ogni progetto per la costruzione di centrali idroelettriche nella zona.

“Se cancelan todas las concesiones otorgadas y vigentes a empresas nacionales o extranjeras, para la exploración y explotación de los recursos minerales y para la construcción de proyectos hidroeléctricos dentro de la comarca Ngäbe Buglé, áreas anexas, territorios y comunidades Ngäbe-Buglé, fuera de la comarca, y se suspenden de inmediato todos los trabajos que estén llevando a cabo dichas empresas.”

Chiriquí
Proprio su questo articolo verte ora la polemica e il disaccordo tra le parti, in quanto non incluso nel progetto (Proyecto de Ley 415) che attende di essere discusso dalla Asamblea Nacional (parlamento monocamerale). Rappresentanti del popolo Ngäbe-Buglé chiedono venga reinserito.
Oggi il ministro de Gobierno, Jorge Ricardo Fábrega, viaggia dalla capitale Ciudad de Panamá alla provincia di Chiriquí per cercare di trovare un accordo con i dirigenti indigeni, con la mediazione della chiesa cattolica. Intanto anche all'Universidad de Panamá (UP), prosegue la protesta e la sospensione delle lezioni in solidarietà con le rivendicazioni degli Ngäbe Buglé.

6 commenti:

  1. ah pero', ho colto nel segno?
    Giordano

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  2. perche' il precedente lo hai tolto?
    Giordano

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  3. in italia 90 gradi sempre.......

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  4. Ciao, Diario Latino è su Blog Importanti!
    Saluti dal Team

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  5. @Blog Importanti Grazie per avermi inserito!

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  6. @Giordano "perchè il precedente lo hai tolto?"
    Non ho tolto nulla, a cosa ti riferisci? e soprattutto dormi, la notte, che ne hai bisogno

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