Panama. Centrali o non centrali, questo è il dilemma

Panamá
E' degenerata in scontri la situazione a Panamá, in Centroamerica. Un indigeno 26enne di etnia Ngäbe-Buglé è morto, decine di altri sono stati feriti, 40 arrestati dalla polizia panamense che hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Per oltre una settimana un gruppo di abitanti delle province di Bocas del Toro, Chiriquí e Veraguas, nel nord del paese, appartenenti all'etnia Ngäbe-Buglé avevano bloccato la strada Panamericana, principale via di comunicazione di Panamá, e arteria vitale per gli spostamenti di uomini e merci attraverso il continente americano. Un gruppo ha anche danneggiato la caserma della polizia del paese di Volcán, appiccandovi il fuoco. Inoltre un corteo ha attraversato le strade della capitale Ciudad de Panamá, partendo dal parco José Antonio Remón Cantera e arrivando a ridosso del parlamento, con cartelli "Panamá sin minería". Motivo: il governo del presidente Ricardo Martinelli, del partito conservatore Cambio Democrático, ha autorizzato lo sfruttamento del territorio dove vivono gli Ngäbe-Buglé da parte di imprese minerarie e idroelettriche che intendono costruire miniere e centrali. Tutto in barba al progetto di una legge che tuteli la biodiversità e la ricchezza naturale della zona, attualmente in discussione nella Asamblea Nacional (parlamento monocamerale). Sebbene il presidente abbia riconosciuto la promessa fatta, ha aggiunto che la costruzione di queste miniere e centrali è improrogabile per soddisfare il fabbisogno energetico del paese, quindi non incluso nell'accordo. Fabbisogno in crescita a causa di grandi progetti, tra cui centri commerciali e metropolitane, che il governo sta mettendo in atto. Nel territorio in cui vivono gli Ngäbe-Buglé, che conserva la vegetazione più antica e selvaggi dello stato, scorrono i fiumi Chiriquí, Chiriquí Viejo, Chico e Tasabará, che fanno gola alle multinazionali energetiche, intenzionate a costruirvi centrali idroeletriche. Un approfondimento sul nodo da sciogliere lo trovate qui.
PanamáIntanto, rappresentanti indigeni hanno chiesto la liberazione immediata dei 40 arrestati e il riallaccio delle linee telefoniche, tagliate dal governo per “motivi di sicurezza nazionale”. Anche rappresentanti dell'opposizione panamense hanno consigliato al governo di Ricardo Martinelli di sospendere la costruzione di centrali idroelettriche nella zona.
Attualmente la Panamericana è libera e percorribile, ma la protesta non è esaurita. Oggi il ministro de Gobierno, Jorge Ricardo Fábrega, viaggerà dalla capitale Ciudad de Panamá alla provincia di Chiriquí per cercare di trovare un accordo con i dirigenti indigeni, attraverso la mediazione della chiesa cattolica.

1 commenti:

  1. scusate ma questo modo di raccontare le cose e' vergognosamente indegno. Andate a vedere la macelleria che stanno attuando. Prensa Panama, Estrella Panama, Otramerica e molte altre voci libere, basta fare un clik.
    ACCIÓN URGENTE AMNISTÍA INTERNACIONAL
    "fabbisogno energetico" e altre amenita' mi ricordano cose di casa nostra. E si parla di idroelettriche ma non di arsenico e altro che vorrebbero far bere a questa gente per estrarre rame dalle miniere. Impariamo la dignita' dagli indios e da tutto il popolo panamense che porta loro la solidarieta' concretamente!!!!!!!!
    ltima hora/ CIDH exige al Gobierno panameño que respete integridad de Ngäbes

    martes 07 de febrero de 2012 Mientras Gobierno y autoridades Ngäbe negocian, los derechos humanos de detenidos y heridos están siendo vulnerados. Amnistía Internacional acaba de alertar al mund

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