Comunità indigena, governo panamense: l'accordo c'è

Dopo sei ore di negoziazione tra delegati della comunità indigena e del governo panamense l'accordo è stato trovato. Ad annunciarlo è il presidente della Conferencia Episcopal de Panamá, vescovo José Luis Lacunza.
Attorno ad un tavolo si sono riuniti i ministri Jimmy Papadimitriu e Jorge Fábrega per il governo panamense, Silvia Carrera e Rogelio Montezuma, quest'ultimo dirigente della Coordinadora por la Defensa y Derechos del Pueblo Ngäbe Buglé, per la comunità indigena. Composto da 10 punti, si chiama acuerdo San Lorenzo I, dal nome della città in cui è stato firmato: nella provincia di Chiriquí, 400 chilometri a ovest di Città di Panamá. Punta a iniziare un dialogo approfindito e dettagliato tra le parti. Scopo: stilare una nuova legge sull'attività mineraria e sull'istallazione di centrali idroelettriche nella zona. Inoltre verranno liberati senza accuse tutti gli arrestati durante le proteste, risarcite le vittime della repressione da parte della polizia, che verrà ritirata dalla zona. Ripristinate le comunicazioni telefoniche fisse e mobili. Con l'acuerdo San Lorenzo I, idirigenti indigeni, da parte loro, si sono impegnati nel far finire la protesta, iniziata a gennaio, con l'occupazione di alcune vie di comunicazione tra cui la strada Panamericana. Le future negoziazioni saranno aperte a delegati della chiesa cattolica, delle Nazioni Unite e dell'Universidad de Panamá. Inoltre i delegati Ngäbe Buglé hanno chiesto alla Commissione parlamentare di affari economici che reinserisca l'articolo 5 nel progetto di legge n. 415, attualmente in discussione nella Asamblea Nacional. Il complesso nodo da sciogliere lo trovate spiegato qui.

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"Non vogliamo sfruttamento minerario né centrali idroelettriche nella provincia", ha stigmatizzato la leader indigena Silvia Carrera. "Siamo disponibili a proibire queste attività nella zona e discutere sulla protezione delle risorse idriche, sempre quando ciò non metta a rischio l'approvvigionamento energetico nazionale", ha spiegato il ministro Jimmy Papadimitriu. Anche Federico Humbert, presidente della Camera di Commercio di Panamá si è detto soddisfatto dell'accordo. L'acuerdo San Lorenzo I arriva dopo lo sgombero forzato delle vie di comunicazione occupate e gli scontri tra polizia in assetto antisommossa e manifestanti conclusi con diversi feriti e alcuni morti tra cui Gerónimo Rodríguez, e Mauricio Méndez, un minore di 16 anni. Per questo la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) con sede a Washington, ha chiesto al governo panamense di chiarire le circostanze in cui sono avvenute le morti e garantire la sicurezza della comunità indigena.
Si susseguono, intanto, a Panamá le manifestazioni di solidarietà verso la protesta del popolo Ngabe-Buglé contro i progetti di costruzione di centrali idroelettriche e sfruttamento minerario nel territorio di Chiriquí e Veraguas. Anche a Bocas del Toro organizzazioni sociali sono scesi in strada, mentre nella capitale, Ciudad de Panamá, delegati indigeni hanno realizzato una veglia davanti l'Asamblea Nacional. Anche gli studenti dell'Universidad de Panamá hanno sospeso le lezioni in solidarietà con gli Ngäbe Buglé.

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