L'ombra degli idrocarburi dietro le morti di delfini in Perù

Anche la comunità scientifica si è mobilitata per indagare, comprendere e spiegare le cause che hanno portato oltre 260 delfini a spiaggiarsi sulla costa settentrionale del Perù. Sono tutti morti in circostanze poco chiare. Teatro del macabro ritrovamento un tratto di cento chilometri della spiaggia di Lambayeque, dove i pescatori hanno segnalato anche una grande quantità di alici morte, sia in mare che sulla spiaggia, ma non è chiaro se i due fenomeni siano collegati. Alcuni campioni sono stati inviati nella capitale del Perù, Lima, 760 chilometri a sud di Lambayeque, per essere analizzati. Alcune ipotesi parlano di plancton decomposto mangiato dalle alici, a loro volta divenute pasto dei delfini, che ne avrebbero causato la morte. Carlos Yaipén, della Organización Científica para Conservación de Animales Marinos, invece propone un'altra ipotesi, collegando la grave moria di delfini con le attività compiute in quelle acque da imprese petrolifere.

delfini-spiaggiati

Una decina di delfini morti erano apparsi a fine gennaio, infatti, sulla spiaggia di La Esmeralda, distretto di Colán, 60 chilometri da Piura. Intossicazione da idrocarburi, avevano scritto mezzi di comunicazione locali, identificando la causa della morte in una fuoriuscita di greggio dalle piattaforme dell'impresa Savia Perù situate a 10 chilometri dalla spiaggia. Quest'ultima ha, però, negato l'accaduto in un comunicato emesso pochi giorni dopo. Ciononostante esperti della Organización Científica para Conservación de Animales Acuáticos (ORCA) hanno trovato tracce di idrocarburi sulla spiaggia, nei corpi dei delfini e in mare.
Le acque del Perù ospitano 17 specie di delfini tra cui la più comune chiamata “naso a bottiglia”. Normalmente il delfino è un mammifero che nuota 22 chilometri orari, anche se le femmine in gestazione possono rallentare fino alla metà, a causa del maggior peso e della modifica della forma aerodinamica.

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