L'Honduras brucia ancora

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Ci risiamo, ancora fiamme a divorare un luogo affollato. Nella stessa settimana in cui numerosi media internazionali hanno puntato l'obiettivo sull'Honduras per l'incendio nel carcere di Comayagua, un altro simile fatto di cronaca si è verificato in un mercato di Tegucigalpa. Qui a prendere fuoco sono stati tre mercati popolari, Colón, San Isidro e Álvarez, situati a Comayagüela, parte del Municipio del Distrito Central che costituisce la capitale dell'Honduras. In questo caso, fortunatamente nessun morto, solo una decina di feriti ed intossicati. Anche stavolta non sono chiare la cause dell'incendio scoppiato alle 13 di ieri. Non è il primo in questo genere di mercati. Altri, erano stati originati dal pessimo stato del sistema elettrico. E' stato molto difficile spegnere le fiamme, ha affermato un rappresentante dei Vigili del Fuoco di Tegucigalpa, Félix Castillo. Circa 1800 gli esercenti presenti nei mercati popolari Colón, San Isidro e Álvarez tra bar, abbigliamento, giocattoli, banchi di frutta e verdura e altro. Presi dal panico alcuni clienti sono fuggiti, raccontano i testimoni, mentre altri ne hanno approfittato per sottrarre merce dai banchi vendita. Intanto alcuni commercianti si prodigavano nel salvare i loro prodotti. Centinaia quelli che hanno subito danni, in un incendio definito “strano” dal sindaco di Tegucigalpa, Ricardo Álvarez, che ha parlato di fiamme che si propagavano molto rapidamente come mai accaduto prima, divampate simultaneamente in più punti. Lo stesso sindaco Ricardo Álvarez, ha anticipato che i mercati potrebbero essere spostati in un luogo migliore mentre si attende la costruzione di un nuovo grande mercato.
Intanto la cifra di morti per l'incendio nel carcere di Comayagua è salita a 358, dopo il decesso del 24enne Óscar Mencía, a causa delle gravi ustioni riportate.

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