Honduras: incendio nel carcere di Comayagua. Centinaia i morti

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Sarebbero oltre 300 i morti, ma offrire delle cifre in questo momento espone sicuramente a facili errori, quelli registrati finora nell'incendio nel carcere di Comayagua, Honduras. Le ultime cifre fornite dal dipartimento di Medicina Forense del Ministerio Público alla stampa locale, infatti, parlano già di oltre 350 morti, in quella che si prospetta come una delle peggiori tragedie di questo tipo in Centroamerica. L'incendio si è sviluppato nella notte, ma ha raggiunto presto diverse zone del carcere. L'origine, accidentale o dolosa, non è chiara, anche si parla di un banale cortocircuito. Molti cadaveri sono impossibili da riconoscere, e per gli altri saranno necessari diversi giorni. I feriti più gravi sono stati portati all'Hospital Escuela di Tegucigalpa.
Josué García, portavoce dei vigili del fuoco locali, si è lamentato del fatto che non hanno potuto accedere per tempo al carcere ad estrarre i vivi o quelli che erano agonizzanti. All'agenzia A.P. ha spiegato che i vigili del fuoco non riuscivano a trovare le guardie con le chiave destinate ad aprire le celle. Alcuni sono morti soffocati dal fumo nelle celle. Leonel Silva, capo dei vivili del fuoco di Comayagua, ha aggiunto all'agenzia Reuters che l'ingresso dei vigili del fuoco è stato ritardato per il rumore di colpi di arma da fuoco all'interno del carcere, cosa smentita da Danilo Orellana, capo della prigione. Il carcere di Comayagua ospitava 850 detenuti, pur avendo capacità per 400. Diverse, quindi, le incognite: non è chiaro né se fosse in corso una rivolta o un problema di ordine con i detenuti, né se alcuni detenuti siano potuti fuggire durante l'incendio. Se così fosse non sarebbe un caso isolato. Solo lo scorso 15 ottobre, 9 detenuti erano morti durante un altro caso di disordini interni, nel carcere Centro Penal Sampedrano, sempre in Honduras. Comayagua è situata a qualche decina di chilometri a nord della capitale Tegucigalpa.

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