Fantasmi in Guatemala

Dopo aver scritto sull'inizio del processo all'ex dittatore Efraín Ríos Montt (1982-1983), e sull'anniversario della strage all'ambasciata spagnola del 1980, oggi resto in Guatemala. Il documentario “I fantasmi della memoria”, raccoglie testimonianze di indigeni dell'etnia Maya Ixil, perseguitati e vittime di uccisioni di massa durante un lungo periodo di tempo, compreso quello della dittatura di Efraín Ríos Montt. Fu lui ad autorizzare le operazioni Victoria 82, Sofía e Firmeza 83, volte allo sterminio dell'etnia Maya Ixil.
Nella regione del Quiché, nord del Guatemala, l'esercito effettuava regolarmente rastrellamenti nei campi e villaggi dove vivevano e vivono tuttora i Maya Ixil. Dopo averli raggruppati li fucilava e sotterrava in fosse comuni, cimiteri clandestini, o in pozzi d'acqua per l'irrigazione. Questo lo scopo del programma “Tierra arrasada”, che colpì in particolar modo i comuni di Chajul, Cotzal, Nebaj: secondo testimonianze dei superstiti, tra il 1960 ed il 1996 l'esercito guatemalteco, su ordine del governo, ha compiuto numerosi massacri documentati, sequestri, torture e fucilazioni. Sempre secondo le testimonianze, i proprietari terrieri trattavano i contadini impegnati nel lavoro dei campi come schiavi, sottopagati e sfruttati.



Per rispondere a questo nacque un movimento guerrigliero che difendeva i loro diritti. L'Ejercito Guerrigliero de los Pobres, che si rifugiò in accampamenti sulle montagne. Il territorio del Quiché divenne terreno di scontri continui ed imboscate tra guerriglia ed esercito e la vita dei villaggi ne risentì. Pochi, infatti, si avventuravano fuori casa o nei mercati. Allora l'esercito iniziò a sequestrare i Maya Ixil nelle case. Per questo crebbe il numero di aderenti alla guerriglia, rifugiata in accampamenti controllati e pattugliati. Poi iniziarono i bombardamenti indiscriminati sui villaggi, contro tutta la popolazione. Non solo. L'esercito iniziò a bruciare le case con gli abitanti dentro, donne, anziani, bambini, e a distruggere le uniche ricchezze che avevano: gli animali d'allevamento e i campi di mais. Molti non avevano più nulla da mangiare. L'esercito guatemalteco non aveva rispetto per nulla e nessuno. A Chajul vennero uccisi anche i Maya Ixil che si erano rifugiati in una chiesa. Tutto questo è oggetto del documentario “I fantasmi della memoria”.


Oggi, in queste zone, sul bordo delle fosse comuni scoperte, familiari e discendenti dei Maya Ixil uccisi, pregano, vestiti con i loro abiti tipici, con candele in mano, recitando preghiere nella loro lingua: il tutto affinchè la storia recente non venga dimenticata e venga trasmessa alle nuove generazioni; affinchè quanto accaduto non avvenga mai più. La terza parte de I fantasmi della memoria la trovate su Youtube.

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