Elezioni in Venezuela: Henrique Capriles Radonski sfiderà Hugo Chavez

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Per molto tempo del Venezuela si è detto che ospitava un bipolarismo singolare: quello tra la figura del presidente Hugo Chavez e i manifestanti oppositori. Questi ultimi privi di una leadership comune e univoca. Riguardo al Venezuela, infatti, uno degli aggettivi più abbinati alla parola “opposizione”, era “frammentata”. Ora sembra che le cose siano cambiate. Ieri, in Venezuela si sono svolte le primarie dell'opposizione, riunita nella Mesa de la Unidad Democrática. Al termine del conteggio dei quasi 3 milioni di voti espressi, Henrique Capriles Radonski è uscito vincitore col 63%, pari a un milione 806 mila voti. Sarà dunque lui a sfidare il presidente Hugo Chavez alle elezioni presidenziali del 7 ottobre, per cercare di impedirgli il quarto mandato a Palacio Miraflores. Al secondo posto col 30% Pablo Pérez, governatore dello stato di Zulia. Impalpabili María Corina Machado, Diego Arria e Pablo Medina. Le primarie dell'opposizione venezuelana si sono svolte in un clima tranquillo con l'appoggio logistico e tecnico del Consejo Nacional Electoral (C.N.E.).
“Oggi ha vinto il futuro del Venezuela”, ha gridato dal palco Henrique Capriles Radonski, appena ufficializzata la notizia, continuando con un discorso teso a ricostruire l'unità del paese, senza mai nominare il presidente Hugo Chavez. Ed è questa la sua tecnica oratoria. Parlare del Venezuela, cercando per quanto possibile di non nominare l'attuale presidente, che sfiderà il 7 ottobre.
La Mesa de la Unidad Democrática, nata nel 2007 per aggregare una opposizione divisa, comprende una ventina di partiti e movimenti tra cui Copei, Podemos, Primero Justicia, Alianza Bravo Pueblo, Un Nuevo Tiempo, La Causa Radical, Movimiento al Socialismo e Acción Democrática. Henrique Capriles Radonski ha ora il compito di creare e divulgare un proprio programma di riforme sociali ed economiche capace di convincere i venezuelani indecisi, gli indipendenti e, perchè no, anche i chavisti moderati per ampliare il suo elettorato. Riuscirà nell'intento o è solo candidato ad una onorevole sconfitta?

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