Comayagua: morti in attesa del giudizio

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Come anticipavano le peggiori previsioni alla fine il bilancio conta 355 morti. I primi cadaveri sono stati già stati sepolti in alcuni cimiteri del paese. L'incendio nel carcere di Comayagua, in Honduras, è il più grave tra quelli sviluppatisi nell'ultimo secolo. Anche per questo motivo la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha chiesto che venga rapidamente iniziata una indagine volta a comprendere le cause dell'incendio. Un corto circuito o altro malfunzionamento del sistema elettrico o un incendio doloso, sono le ipotesi. Secondo i dati dell'International Centre for Prison Studies, in Honduras ci sono 11.846 reclusi, mentre la capacità totale delle carceri è di 8230 posti. Va peggio in El Salvador dove 24.283 persone occupano uno spazio che potrebbe contenerne solo 9060. Il governo del Guatemala, dal canto suo, ha annunciato misure per migliorare le lacune del proprio sistema carcerario che vede 11.140 detenuti a fronte di 6.974 posti.
In questo scenario rivolte di detenuti, violenze, sovraffollamento delle celle divengono problemi frequenti ed endemici delle carceri centroamericane e più in generale dell'America Latina. Ciò è emerso anche da interviste rilasciate da detenuti rinchiusi in alcune carceri dell'Honduras, come quello della Penitenciaría Nacional de La Paz, che hanno descritto le loro situazioni quotidiane e il modo in cui hanno appreso della tragedia, portando le loro voci e opinioni a diffondersi nella società. Dopo l'incendio, infatti, lo stato delle carceri, sia dal punto di vista strutturale che relativo alla vita dei reclusi, è di stretta attualità, in Honduras. Anche se il governo del presidente Porfirio Lobo ha espresso la volontà di destinare maggiori fondi alla riqualificazione del carceri, molti la considerano una manovra per placare le polemiche. Il tema carceri non risulta, infatti, in cima alle priorità del governo honduregno, né degli stati vicini.
Intanto, davanti all'obitorio della capitale Tegucigalpa, numerosi parenti delle vittime sono ancora in attesa di identificare i loro cari, alcuni dei quali erano detenuti in attesa di giudizio. Morti in attesa del giudizio. Ulteriore problema diffuso in Centroamerica, infatti, è la lentezza del sistema giudiziario che costringe detenuti in attesa di giudizio a lunghe “soste” dietro le sbarre. Il carcere di Comayagua si è trasformato in un simbolo delle problematiche del sistema carcerario e più in generale del sistema giustizia in Centroamerica. Davanti al suo ingresso sono rimasti per giorni familiari delle vittime, con candele e foto dei deceduti nell'incendio. 355 morti, come scritto in apertura, ai quali si sta iniziando a dare sepoltura.


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