Fuori la Giamaica dal Commonwealth: l'obiettivo di Portia Simpson Miller

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Far uscire la Giamaica dal Commonwealth britannico. Questa la dichiarazione più altisonante fatta dalla nuova presidente della Giamaica durante il suo discorso di insediamento, all'inizio di questo mese. Portia Simpson Miller, 66 anni, del Partito Nazional Popolare, è stata rieletta capo di stato nelle ultime presidenziali realizzate a dicembre nell'isola caraibica, dopo che il precedente governo laburista di Andrew Holness aveva gettato la spugna e convocato elezioni anticipate dopo due soli mesi al potere. Ad ottobre Holness aveva sostituito un altro primo ministro laburista, Bruce Golding, dimessosi dopo lo scandalo legato alla fuga all'estero del narcotrafficante Christopher “Dudus” Coke e agli scontri tra suoi sostenitori e l'esercito degenerati in vere rivolte nel ghetto di Tivoli Garden.
Staccarsi dalla monarchia britannica e diventare una repubblica a tutti gli effetti è, quindi, l'obiettivo del governo guidato da Portia Simpson Miller. Il suo mandato durerà 5 anni. Ma il punto di domanda è se il nuovo esecutivo che occupa 41 dei 63 seggi del parlamento saprà invertire la rotta in campo economico, riportando la Giamaica in crescita anche dal punto di vista occupazionale, così come ha promesso Portia Simpson Miller in campagna elettorale. L'economia è stato, infatti, il tema dominante delle ultime elezioni, incerte fino all'esito finale. Con un debito pubblico pari al 120% del PIL e un tasso di disoccupazione al 13%, la Giamaica celebra quest'anno il cinquentesimo anniversario dell'indipendenza. Prevista nel 2012 una visita sull'isola caraibica del principe Harry.

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