Cile: retromarcia sull'eliminazione del termine "dittatura" nei libri di storia

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Alla fine il Ministro dell'Educazione, Harald Beyer, ha ceduto ed ha deciso di presentare alla prossima riunione del Consejo Nacional de Educación una nuova formulazione per risolvere la questione e placare le polemiche. Di cosa sto parlando? Di una notizia proveniente dal settore della pubblica istruzione che ha destato scalpore in tutto il continente americano ed in Europa. In Cile, governato da una maggioranza politica di centro destra guidata dal presidente Sebastián Piñera, a metà dicembre, il Consejo Nacional de Educación aveva approvato la modifica della dicitura “dictadura militar" con “régimen militar" nei libri scolastici di storia destinati agli studenti dei primi sei anni di corso. La sostituzione era stata proposta dal Ministero dell'Educazione a capo del quale da pochi giorni c'è Harald Beyer. Questi ha sostituito l'ex ministro Felipe Bulnes, dimessosi a fine 2011. Non è solo una banale modifica di termini, come si potrebbe pensare, ma costituisce la volontà di un cambio nella percezione del racconto della storia recente del Cile. Una volontà revisionista che punta a lavare la faccia sporca della dittatura militare. E' evidente, infatti, l'intento di minimizzare i crimini contro l'umanità, gli assassinati e sequestri sulla base di semplici sospetti, le torture, l'adesione al Plan Condor, e tutte le altre nefandezze compiute dall'allora dittatura militare guidata da Augusto Pinochet, entrato al Palacio de la Moneda, sede della presidenza del Cile, a seguito del colpo di stato dell'11 settembre del 1977, in cui morì il presidente socialista Salvador Allende.
La senatrice, Isabel Allende, figlia dell'ex presidente, ha bollato come inaccettabile la modifica, aggiungendo che tutti sanno che per 17 anni (1973-1990) in Cile ci fu una dittatura militare che portò gravi violazioni dei diritti umani. Inequivocabili le parole del deputato del Partido Comunista Cileno, Hugo Gutiérrez: “questi libri dureranno quanto il governo di Pinera”. Per Alberto Cardemil, ex ministro durante la dittatura militare di Pinochet, invece, tutti i paesi dovrebbero rivedere la storia recente per darne una lettura più equilibrata, impedendo una interprtazione unica della storia a tinte rosse. E' ora di guardare al tema da un punto di vista diverso, ha aggiunto Iván Moreira, del partito ultraconservatore Unión Demócrata Independiente.
Intanto, all'Esecutivo guidato dal presidente Sebastián Piñera, i sondaggi danno un livello di disapprovazione superiore al 60%. E' il tasso più alto dal 1990, anno del ritorno della democrazia in Cile. Il Ministro dell'Educazione, Harald Beyer, ha dovuto far fronte a numerose proteste anche di O.N.G. cilene ed internazionali, dapprima cercando di minimizzare l'importanza del cambio, poi decidendo di presentare alla prossima riunione del Consejo Nacional de Educación una nuova formulazione di termini.

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