Un film che non lascia indifferenti: è Boleto al paraiso di Gerardo Chijona

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Dopo aver presentato Miss Bala, Un Cuento Chino e Violeta se fue a los cielos, concludo oggi la presentazione dei film che competeranno ai Premios Goya nella categoria Miglior Film Iberoamericano con il film cubano, Boleto al Paraíso. Il regista Gerardo Chijona lo ha definito un biglietto per l'inferno, e l'inferno è un ospedale cubano per malati di Aids. Il titolo, quindi, è evidentemente ironico. Boleto al paraíso è basato su fatti veri che costrinsero un gruppo di ragazzi malati di Aids ad entrare in un ospedale, narrati in un libro scritto dal medico Jorge Perez Avila, intitolato “SIDA confesiones a un medico”. Un giorno Avila entrò a casa di Gerardo Chijona e gli fece leggere il manoscritto del libro, che piacque al regista. Boleto al paraíso ha un impostazione a metà tra film drammatico e documentario. Descrive fatti reali anche se romanzati. Gli elementi, le situazioni e le ambientazioni sono suggeriti e non enfatizzati, allo scopo di riprodurre la Cuba del 1993: una Cuba in difficoltà economiche che non ha nulla a che vedere con quella odierna. Boleto al paraíso ha due parti: nella prima è facile immedesimarsi nei personaggi, nella seconda il tono cambia, iniziando ad essere più duro. Ho fatto la pellicola che volevo fare, ha detto il regista Gerardo Chijona in diverse interviste.
In un'altra intervista è l'attrice protagonista, Miriel Cejas, a spiegare la durezza e durata del casting: un anno in cui ha svolto quasi un un corso per entrare nel personaggio e per apprendere il modo di comportarsi sul set. Nel corso del film il suo personaggio prende molte decisioni, senza però avere il tempo di pensarle. E' un personaggio difficile nel quale immedesimarsi, ha spiegato ancora Miriel Cejas, per questo ha incontrato la vera ragazza da cui prende spunto la storia. Ne è uscita un'esperienza formativa ed importante soprattutto per riproporre al pubblico il suo sguardo. Avrete capito che si tratta di un film duro, probabilmente il più duro tra quelli presentati ai Premios Goya nella categoria Miglior Film Iberoamericano. Boleto al paraíso inizia e finisce col primo piano della protagonista, che non è più la stessa, in virtù delle scelte fatte nel corso della narrazione. Difficilmente non farà riflettere gli spettatori.


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