Belize. Ad El Pilar l'accesso all'Inframundo Maya?

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El Pilar è un sito archeologico Maya nel distretto di Cayo, a una ventina di chilometri da San Ignacio, in Belize, nei pressi del confine col Guatemala. Si è sviluppato tra il 450-500 prima di Cristo ed il 1000 dopo Cristo e, secondo gli storici, il suo nome originale avrebbe dovuto essere Pila. Vasto 38 ettari, suddiviso in 3 aree, nord (Xaman), sud (Nohol) e ovest (Poniente) è in gran parte inesplorato, anche per mancanza di fondi necessari al suo recupero. Tuttavia dalle poche scoperte risalta un'importanza particolare. La zona settentrionale del sito archeologico di El Pilar era un'area residenziale con templi, palazzi e piazze, deputati alle attività spirituali e abitati anche da sacerdoti. Per questo la zona delle adunate religiose ha dei tunnel nel sottosuolo, che venivano attraversati dai sacerdoti. Ciò gli permetteva di scomparire da un lato e ricomparire da un altro del sito, tra lo stupore del popolo che assisteva alla cerimonia. Altri tunnel vennero costruiti sotto i maggiori templi, specialmente quelli che includevano tombe.
I tunnel erano le porte d’accesso all'inframundo: il mondo sotterraneo, il regno dei morti, in lingua Maya, lo Xibalba. Secondo quanto scritto nel libro sacro Maya, il Popol Vuh, l'inframundo si trovava nelle viscere della terra, e le porte d'accesso erano i Cenotes, aperture naturali nel terreno, spesso collegate a corsi d'acqua sotterranei. In Messico sene scoprono di nuovi ogni anno. Se i tunnel andavano in profondità, al contrario i templi venivano eretti verso l’alto per avvicinarsi al livello superiore, il cielo, chiamato Caan. I Maya davano molta importanza ai sacerdoti perché li ritenevano anello di congiunzione tra i vivi e i morti. I sacerdoti, dunque, scendevano nei tunnel e nelle caverne del sottosuolo per compiere riti sacri o entrare in contatto con gli dei, in particolare il dio Xibalba.
L'inframundo era diviso in nove livelli, ognuno presieduto da un dio diverso. L’universo invece ne contava ventitré. Anche molti dei tunnel, o caverne, rinvenuti sono suddivise in livelli. Più un sacerdote o un membro della comunità aveva accesso ai livelli scavati in profondità, più era ritenuto speciale. Gli ultimi livelli erano i più selettivi e riservati solo a sacerdoti di rango elevato. In alcune delle caverne scoperte la suddivisione in nove livelli è particolarmente evidente e la loro importanza era data dall’ampiezza delle stanze. La parte corrispondente al nono livello era quella col tetto più alto e al cui centro, spesso, si trovava un altare in pietra. Inoltre, secondo i Maya, la vita sulla terra sarebbe divisa in ere. Il loro calendario indica che le quattro ere precedenti sono finite con cataclismi e sconvolgimenti. Oggi viviamo la quinta era che terminerà il 21 dicembre 2012. Ma questa è un'altra storia.

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