Argentina: ecco le immagini dei voli della morte

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Notizia di grande rilevanza destinata a gettare nuova luce sulle violazioni dei diritti umani avvenute nell'Argentina della dittatura. La Comisión Interamericana de Derechos Humanos (C.I.D.H.) della Organización de Estados Americanos (OEA) rende pubbliche 130 immagini che testimoniano i famigerati “voli della morte”, avvenuti durante la dittatura della Giunta Militare Argentina. Si tratta di immagini e relativi documenti ufficiali, i più vecchi datati 1975, che attestano il rinvenimento di cadaveri con evidenti segni di torture, di fronte alle coste dell'Uruguay, trascinati dalle correnti dell'Oceano Atlantico. I corpi provenienti dalle acque argentine, si deduce da grafici allegati ai documenti, sono stati trascinati verso nord, arrivando in Uruguay. Una mappa con queste correnti, allegata ai documenti, certifica le coste di Buenos Aires come punto di partenza. I corpi mostrano evidenti segni di torture, fratture degli arti, ematomi e crani sfondati. Sarebbero poi stati legati e gettati in mare durante i voli della morte. Cosa erano? Voli realizzati con aerei merci nei quali venivano stipati i prigionieri politici, considerati dissidenti del regime dittatoriale della Giunta Militare. Storditi con droghe o in fin di vita per le torture, vennero legati e gettati nell'Oceano Atlantico per farli sparire definitivamente. Si tratterebbe quindi di corpi di desaparecidos provenienti dalla Escuela Superior de Mecanica de la Armada (E.S.M.A.) ed altri centri di reclusione clandestini della dittatura militare, informa il periodico argentino Pagina 12.
E' la prima volta che entrano come prove a far parte di un processo. Il Segretario della Comisión Interamericana de Derechos Humanos, l'argentino Santiago Cantón, li mostrerà al giudice Sergio Torres, impegnato nel processo della megacausa E.S.M.A., che sta portando sul banco degli imputati centinaia di responsabili delle violazioni dei diritti umani compiute nel periodo della dittatura. All'interno della megacausa E.S.M.A. c'è un filone relativo ai voli della morte.
Le foto sono state scattate durante una missione della Comisión Interamericana de Derechos Humanos realizzata nel 1979 e chiamata “Observation in loco”. Sembra, inoltre, che alcune copie di queste foto fossero già in possesso di un ex-membro della marina uruguayana e dei servizi segreti, Daniel Rey Piuma, che disertò nel 1980, si rifugiò in Brasile e scrisse un libro, pubblicato nel 1988, con informazioni molto simili a quelle contenute nelle informative della C.I.D.H.
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E' la prima volta che la Comisión Interamericana de Derechos Humanos apre i suoi archivi, quindi è importante valutare la portata e l'importanza effettiva del materiale in questione. E' fuor di dubbio, però, che rappresentino una documentazione importante per gettare nuova luce sulla storia recente argentina. Si tratta di diverse foto per ciascun corpo, catalogate per nome e con dettagli che puntano a far capire a che tipo di “trattamento” sia stato sottoposto: non solo legato o ammanettato ma anche con segni di bruciature e fori di proiettile. Il materiale è suddiviso in tre sezioni: informazioni tecniche tipo perizia, foto e mappe. Sono riportati, dunque, anche dati biometrici dei cadaveri, età approssimativa, segni eventualmente riscontrati sul corpo, presunta causa della morte, oltre a ogni oggetto ed abito collegato al corpo. Documenti, pantaloni fabbricati in Argentina, banconote e monete argentine sono stati rinvenuti. Molti i ritrovamenti tra Carmelo, Colonia del Sacramento e Montevideo.
Del tema parla, stasera alle 19:20, la trasmissione Latinoamericando di Gustavo Claros, in diretta su Radio Cooperativa.

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