Un Cuento Chino miglior film al Festival Internazionale di Roma

Un cuento chino, film argentino per la regia di Sebastian Borensztein, ha vinto il Festival Internazionale del Film di Roma, giunto alla sesta edizione. La giuria presieduta da Ennio Morricone ha assegnato la statuetta “Marc'Aurelio d'oro” per miglior film al regista con voto all'unanimità. Una cosa mai successa nelle precedenti edizioni. 15 i film presentati, tra cui anche l'ecuadoriano En el nombre de la hija, regia di Tania Hermida. A Un cuento chino è andato anche il Premio del pubblico.


Interpretato da uno dei migliori, a mio giudizio, attori argentini, Ricardo Darin, narra la storia di Roberto, un routinario, scorbutico e solitario titolare di ferramenta che si arrabbia per i piccoli problemi della vita. Al tempo stesso Roberto è generoso e vuole aiutare, a modo suo, Jun, un cinese da poco arrivato a Buenos Aires alla ricerca di uno zio. Jun non parla argentino e Roberto finisce per farlo vivere a casa sua e lavorare nella sua ferramenta, mentre inizia la ricerca dello zio. Non una storia convenzionale, quella di Un cuento chino, che ha rappresentato una sfida per Ricardo Darin, nato a Buenos Aires nel gennaio del 1957, che considera la pellicola moderna e quasi rischiosa. Dentro Un cuento chino si sviluppano due tragedie personali, quella del protagonista Roberto e quella del ragazzo cinese Jun. Entrambe finiscono per incontrarsi casualmente, modificando il punto di vista di Roberto e aprendogli gli occhi e la mente.
In una recente intervista Ricardo Darin ha spiegato come in Un cuento chino ci sia un che di favola. Secondo me il film parte da una analisi dei rapporti umani per offrire un punto di vista interessante su due temi caldi del momento, l'immigrazione e il binomio tolleranza/intolleranza.



Gli altri premi del Festival Internazionale del Film di Roma sono: Premio Marc'Aurelio della Giuria alla migliore attrice: Noomi Rapace per Babycall; Premio Marc'Aurelio della Giuria al miglior attore: Guillaume Canet per Une vie meilleure; Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio: Voyez comme ils dansent di Claude Miller; Premio Speciale della Giuria Marc'Aurelio: The Eye of the Storm di Fred Schepisi; Premio Speciale alla colonna sonora della Giuria Marc'Aurelio: Ralf Wengenmayr per Hotel Lux; Premio Marc'Aurelio Alice nella città sotto i 13 anni: En el nombre de la hija di Tania Hermida.

6 commenti:

  1. speriamo davvero che arrivi nelle sale italiane, lo merita

    ciao

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  2. Concordo pienamente, un saluto a te

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  3. un anno fa ho visto "El Perro del Hortelano", di Renzo Zanelli, un bel film peruviano che mi ha ricordato "Avatar".
    l'hai visto?

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  4. Ne ho sentito parlare ma non l'ho visto. Ultimamente, a parte Un cuento chino, sono più sul genere documentaristico e poco sul cinematografico. Cmq lo metto in lista. Ho visto che tu ne hai scritto sul blog.

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  5. te l'ho chiesto perché ho pensato che ti "prende" lo spagnolo e l'America del Sud ed un film che merita, a metà fra finzione e documentario, c'entra l'antropologia e poi lo vedrai

    ciao

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  6. Me lo procurerò, poi magari ci scrivo su qualcosa

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Nota

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