Brasile: Lula e il cancro; Dilma e la Commissione per la Verità

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Dopo aver scritto della perdita di petrolio nel pozzo Chevron di Campo do Frade, a 1200 metri di profondità, davanti alle coste di Rio De Janeiro, resto in Brasile per occuparmi di due fatti recentemente accaduti: il primo riguarda il cancro alla laringe che ha colpito l'ex presidente brasiliano Luiz Inácio “Lula” Da Silva e che ha generato commozione nel paese sudamericano: da due settimane Lula, di 66 anni, è sottoposto a chemioterapia, e le foto che lo ritraggono in compagnia di sua moglie Marisa intenta a tagliargli la barba hanno fatto il giro dei quotidiani dell'America Latina e non solo. L'annuncio del trattamento è stato diffuso il mese scorso da Antonio Carlos Onofre de Lira, direttore dell'Ospedale Sirio-Libanese di San Paolo del Brasile. La scelta non è stata l'operazione bensì un trattamento di chemioterapia di 3 mesi. I medici hanno raccomandato all'ex presidente brasiliano che smetta di fumare e che abbandoni l'impegno politico che lo ha portato, ultimamente, a viaggiare in diversi paesi della regione . Lula non gli ha ascoltati del tutto: ha diminuito il fumo ma continua a ricevere personaggi di spicco della vita politica e sociale brasiliana, tra cui Tarso Genro, governatore dello stato di Rio Grande do Sul, del Partito dei Lavoratori. Anche l'attuale presidente del Brasile, Dilma Rousseff, compagna di partito di Lula, ha assicurato che gli sarà al fianco in questo periodo.
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La stessa presidente Dilma Rousseff, pochi giorni fa, ha creato la Commissione per la Verità, che si occuperà di far luce sulle violazioni dei diritti umani nel periodo della dittatura militare brasiliana tra il 1964 e il 1985. La Commissione per la Verità però abbraccerà un periodo più ampio, partendo dal 1946 per arrivare al 1988. E' un tassello fondamentale per permettere alle future generazioni di capire la storia recente del Brasile. Una legge che la coinvolge personalmente e che assume un valore speciale considerando che Dilma Rousseff passò tre anni, dal 1970 al 1973, detenuta nel carcere Tiradentes di San Paolo dalla giunta militare brasiliana, in quanto componente di un gruppo guerrigliero. Tre anni di negoziazioni tra forze armate e partiti politici hanno avuto esito positivo, dopo l'approvazione avvenuta il 25 ottobre scorso al Congresso (Camera dei deputati). All'istituzione ufficiale della Commissione per la Verità, al palazzo di Planalto, hanno assistito i vertici dell'Esercito ed i familiari dei desaparecidos e di ex prigionieri politici. Composta da 7 persone scelte dalla Rousseff, tra i suoi poteri non figura la possibilità di revocare l'amnistia ai criminali della dittatura, colpevoli di violazione dei diritti umani. Abolito il segreto indefinito per i documenti pubblici negli archivi dello stato: potranno essere pubblicati dopo 50 anni. Nel 2010 la Corte Interamericana dei Diritti Umani ha deprecato il fatto che in Brasile non ci siano mai stati processi ai torturatori e responsabili di violazioni dei diritti umani come sta invece avvenendo in paesi come l'Argentina. Anche rappresentanti di associazioni per i diritti umani brasiliane hanno dichiarato che i processi avvenuti in altri stati del cono sur come Argentina, Cile, Uruguay vanno presi ad esempio.

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