Chichén Itzá: l'INAH riaccende i riflettori sul juego de pelota

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La pratica di un rituale noto come juego de la pelota, era diffusa nel periodo preispanico in Mesoamerica. Prevedeva un complesso cerimoniale cui partecipavano personaggi altolocati della società Maya oltre a giocatori e sacerdoti. Terreni di gioco appositi, all'interno dei centri abitati, attigui alle aree destinati a cerimonie religiose ma ad un livello più basso delle piazze e dei templi, videro la luce nelle maggiori città Maya. Il juego de pelota serviva a propiziare il moto degli astri e la prosecuzione della vita. Durante gli incontri c'era un arbitro e i giocatori erano suddivisi in due squadre. Ai lati del campo strutture a gradoni permettevano al pubblico di radunarsi a vedere il gioco. Il juego de pelota aveva relazioni con le conoscenze astronomiche, le coltivazioni agricole, le stagioni, il culto degli dei e dei defunti.



Uno dei più grandi edifici per il juego de pelota, largo 30 metri e lungo 120, si trova a Chichén Itzá, città che fiorì dal 450 al 1200 d.C. Presto questo importante tassello della storia Maya, costruito nel 864 d.C., tornerà all'antico splendore, dato che l'area è in via di restauro grazie al lavoro dell'Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH). Il restauro si inserisce in un più vasto progetto, spiega l'archeologica Denise Carpinteyro, che comprenderà gli edifici di El Castillo, nota come piramide di Kukulcán o Quetzalcoatl (il serpente piumato), il Tzompantli, il Templo de los Guerreros e le piattaforme di Venus, de Las Águilas e de Los Jaguares presenti nel sito archeologico di Chichén Itzá, dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco nel 1988. Qui, dal 1922 non si fanno lavori di restauro, nonostante il clima umido abbia contribuito al danneggiamento di alcune parti delle mura. Così, nel settembre passato, sono iniziati i lavori di riqualificazione delle mura e quelli di saturazione delle fessure, mediante l'uso di una mescola simile a quella che utilizzavano i Maya per costruirle. Ingredienti, calce, finissima polvere di pietra e corteccia di albero. Il primo edificio sottoposto a restauro è proprio il campo del juego de pelota, ha spiegato José Huchim Herrera, responsabile del Proyecto de Restauración de Chichén Itzá, poi si passerà agli altri.
chichén-itzáIl procedimento pulisce e consolida le mura, dopo che, con l'uso di uno scanner 3d, è stato possibile individuare crepe e fessure invisibili ad occhio nudo. Il processo di scannerizzazione 3d, realizzato in collaborazione con l'Universidad Tecnológica Metropolitana de Yucatán, ha inoltre permesso di individuare nuovi dettagli iconografici su indumenti e acconciature di sei bassorilievi raffiguranti il juego de pelota a Chichén Itzá. Non è la prima volta che l'INAH realizza modelli trimensionali di edifici Maya. Un lavoro importante quello dell'Instituto Nacional de Antropología e Historia, nell'ottica sia di una maggiore conoscenza della storia Maya, sia della conservazione degli edifici, sia di una più accattivante offerta turistico-culturale.

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