El Casamiento eletto miglior film al Festival del Cinema Latinoamericano di Trieste

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Lo sappiamo: in Italia non si parla quasi mai di produzioni audiovisive latinoamericane. E non se ne parla nonostante esista un festival molto importante organizzato ogni anno dalla Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia (Apclai). Si è conclusa domenica scorsa la XXVI edizione del Festival del Cinema Latinoamericano di Trieste, probabilmente la più ricca ed importante vetrina per la produzione audiovisiva latinoamericana in Italia. L'evento si pone come un ponte tra Italia ed America Latina, che allarghi gli orizzonti su un gruppo di nazioni spesso considerate solo in base ai soliti stereotipi e luoghi comuni. E' patrocinato da Comune e Provincia di Trieste, Regione Friuli Venezia-Giulia.
Il premio miglior film è andato a El casamiento, di Aldo Garay, coproduzione Uruguay-Argentina, mentre il premio speciale della giuria è stato assegnato a Entre la noche y el dia, del messicano Bernardo Arellano, che ha portato a casa anche la miglior regia. El Casamiento, ad aprile, aveva vinto il premio speciale della giuria al Festival del Cine de Malaga.
Miglior sceneggiatura a Postales Colombianas, produzione datata 2010, del regista Ricardo Coral Dorato, che ha vinto anche il premio del pubblico. Interessanti anche Nazion, pellicola argentina di Ernesto Ardito, meritevole del Premio Malvinas e Laberinto Verde di Abel Kavanagh, che attraverso una trattazione storica dello sviluppo della coltivazione della foglia di coca in Bolivia, ne riflette l'importanza per la cultura del paese andino, dove è considerata un dono della madre terra. Il documentario illustra il tema della cultura tradizionale e della coltivazione della coca in Bolivia, demolendo la confusione creatasi con la droga da essa derivata: la cocaina. Laberinto Verde ha vinto il premio Unione Latina, assegnato da una giuria di studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, coordinata da Alessandro Melioli, del Dipartimento Audiovisivi dell’Unione Latina. Dal 2001 l’Unione Latina, organizzazione internazionale fondata nel 1954 con sede a Parigi, conferisce durante il Festival del Cinema Latinoamericano di Trieste, un premio alla migliore opera a carattere storico. Il riconoscimento si iscrive nella politica culturale multilaterale di Unione Latina, allo scopo di tutelare e promuovere la storia, la memoria e la cultura latina del continente latinoamericano. Altri film proiettati sono stati: Acorazado di Alvaro Curiel (Messico), Cápsulas di Verónica Riedl (Guatemala), El compromiso di Oscar Castillo (Costa Rica), Gud bisnes di Tonchy Antezana (Bolivia), La hora cero di Diego Velasco (Venezuela), La revolución es un sueño eterno di Nemesio Juárez (Argentina), La vieja de atrás di Pablo José Meza (Argentina), La Vigilia di Augusto Tamayo (Perú), Mae e filha di Petrus Cariry (Brasile), Ocaso di Theo Court (Cile), Perro muerto di Camilo Becerra (Cile).
Spero di trovare il modo di reperirli in qualche modo. Quel che è già chiaro, secondo me, è che non vedremo nessuna di queste produzioni nei cinema italiani, soprattutto nei multisala, cavalli di Troia del cinema a stelle e strisce e pusher di cinepanettoni, specialmente nei giorni che ci separano da qui alla fine dell'anno.
Ora l'attesa è per un altro festival, quello internazionale del film di Roma in cui il cinema latinoamericano sarà rappresentato dal film argentino Un cuento chino, con Ricardo Darin e da En el nombre de la hija, produzione ecuadoriana con regia di Tania Heredia.


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