Jorge Dalton ci invita "Entre los muertos" del Salvador

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Dopo aver presentato El lugar mas pequeño, documentario di Tatiana Huezo, oggi voglio restare in Salvador e parlare di Entre los muertos, interessante documentario diretto dal giornalista Jorge Dalton che punta l'obiettivo sull'atteggiamento che molti cittadini salvadoregni hanno nei confronti della morte. Specialmente su come cittadini di tutte le età considerino la morte e gli eventi che culminano in essa. Questi atteggiamenti, che sfociano quasi in assuefazione, sono dovuti sia ai livelli di violenza urbana e di microcriminalità presenti nel Salvador, sia a questioni culturali. Nei sessanta minuti di durata, Entre los muertos si sviluppa attraverso diversi capitoli che affrontano vari temi, come la festa dei morti del 2 novembre (Día de los Muertos): una giornata che riesce ad unire le famiglie nella visita alle tombe dei loro cari, alcune delle quali decorate in maniera peculiare. Fiori coloratissimi e piccoli oggetti decorano le croci a terra o le lapidi dei cimiteri. Cimiteri che divengono luoghi in cui i bambini giocano a pallone e si divertono. Famiglie che scelgono di seppellire i propri defunti nel giardino di casa. La morte come evento quotidiano e fenomeno con cui convivere, capace inoltre di generare una propria economia, legata alle esequie. Entre los muertos ci guida alla scoperta del fenomeno “morte” attraverso le voci della gente comune. In una intervista il regista e coordinatore di Cine y Audiovisuales de la Secretaría de Cultura de la Presidencia de El Salvador, Jorge Dalton spiega che non dobbiamo pensare solo alla morte da un punto di vista solamente medico ma anche come una questione culturale. Senza dubbio, continua Jorge Dalton in una intervista, Entre los muertos è utile sia per aiutare gli stranieri a capire un aspetto della cultura salvadoregna, sia agli stessi salvadoregni per approfondire e riflettere su un tema che già conoscono e vivono. Relativamente alla produzione cinematografica e documentaristica in Salvador lo stesso Dalton spiega come sia legata soprattutto alla propaganda relativa agli anni della guerra civile per sostenere una delle due posizioni in conflitto.


Non a caso pubblico questo articolo sul documentario Entre los muertos alla vigilia del 2 novembre, giorno dei morti, anche in Italia. Avrebbe dovuto chiamarsi Hasta que la vida nos separe, spiega Jorge Dalton, aggiungendo che ha iniziato a girarlo da solo con la sua telecamera perchè non aveva fondi per pagare una squadra di collaboratori. Col tempo si sono aggiunti alcuni giovani con progetti collaterali, permettendo così di arrivare alla produzione e distribuzione della pellicola, che negli anni è stata presentata a diverse mostre cinematografiche e festivals. L'ultimo pochi giorni fa, in Canada, al SÍ-SÍ Cine Latin Film Festival di Toronto.

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