Hanno oltre un secolo i cristalli giganti scoperti a Naica

Le grotte di Naica custodiscono i più imponenti cristalli di gesso al mondo, alcuni dei quali misurano 11 metri di lunghezza per uno di larghezza e 5 tonnellate di peso. La prima delle grotte ed i cristalli in essa conservati è stata scoperta nel 1910, altre tra il 2000 ed il 2009. Si trovano tra i 120 ed i 300 metri di profondità. Qui i tassi di calore ed umidità impediscono a qualunque persona di restarvi per più di 15 minuti, e solo munito di tute ed attrezzature adatte.


La novità degli ultimi giorni è la scoperta del ritmo di crescita dei cristalli molto basso, equivalente allo spessore di un capello ogni secolo, molto al di sotto di quello di crescita di stalattiti e stalagmiti. Gli studi sono guidati da Juan Manuel García Ruiz, del Consejo Superior de Investigaciones Científicas, a capo di una equipe composta da spagnoli e giapponesi che ha realizzato un microscopio ad alta sensibilità. Al progetto ha collaborato anche l'Università di Sendai, in Giappone e l'Instituto Andaluz de Ciencias de la Tierra, in Spagna. Il ritmo di crescita dei Cristalli di Naica è così lento da non essere stato rilevabile con gli strumenti usati finora. La conclusione è che i cristalli più vecchi sono cresciuti per circa un milione di anni, cosa che li rende un patrimonio geologico unico e prezioso per lo studio. Fondamentali sono anche i tassi di umidità vicini al 95% e la elevata temperatura della grotta. Al di sotto scorrono corsi d'acqua sotterranei e molto caldi che, in passato, l'hanno inondata, permettendo la formazione dei cristalli di gesso purissimo. L'acqua sotterranea è riscaldata da una sacca di lava presente 2 chilometri più in basso rispetto alle grotte.
I cristalli di gesso hanno iniziato la loro formazione quando la temperatura nella grotta di Naica era molto alta, rallentando la crescita fino a fermarsi dopo il suo abbassamento e dopo il ritiro delle acque sotterranee. I cristalli sembrano stalattiti di ghiaccio, sono caldi al tatto ed affilati. Al loro studio hanno collaborato anche speleologi italiani.
L'economia del paese di Naica, stato di Chihuahua, nord del Messico, è basata sull'estrazione mineraria e le grotte si trovano all'interno della più importante miniera di argento, piombo e zinco del Messico, aperta dal 1794 e dal 1952 è data in concessione a Industrias Peñoles. Tutti i giorni 500 lavoratori scendono vi a lavorare. Ciò significa che l'acqua, che sarebbe necessaria alla crescita dei cristalli, deve venir pompata fuori artificialmente, per permetterne lo sfruttamento, cosa che ha contribuito a farne alzare la temperatura. L'acqua va a formare un lago artificiale attiguo al paese di Naica, usato dai contadini per l'irrigazione dei campi. E' evidente per gli studiosi che se le acque tornassero ad inondarla, abbassando la temperatura, i cristalli di Naica tornerebbero a crescere.


Ad ottobre 2010 è stato presentato il documentario Naica, viaje a la Cueva de los cristales, per la regia di Gonzalo Infante. Altri cristalli giganti si trovano nelle grotte di Pulpí e Sorbas, ad Almería, e nella miniera El Teniente, in Cile. La loro grandezza però non è comparabile con i cristalli di Naica.

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