Elezioni in Argentina. Non ci sarà storia: Cristina Fernandez verso la rielezione

Il prossimo 23 ottobre l'Argentina andrà alle urne per le elezioni presidenziali. Per stabilire quali saranno i candidati ammessi per ciascun partito o coalizione, si sono svolte domenica scorsa le elezioni primarie o elección primaria de nominación. Dai seggi non è uscita nessuna sorpresa dato che l'attuale presidente Cristina Fernandez Kirchner, 58 anni, appartenente al Partido Justicialista e candidata della coalizione Frente para la Victoria, (sinistra peronista) ha raggiunto il 50% dei voti. Emerge dall'analisi dei dati anche il sostanziale pareggio tra i due candidati dell'opposizione Ricardo Alfonsín di Unión Cívica Radical (UCR) ed Eduardo Duhalde del Frente Popular fermi al 12%: sotto il 9% Alberto Rodríguez Saá di Compromiso Federal. Impalpabile Elisa Carrió di Coalición Cívica, sfidante di Cristina Fernandez alle ultime elezioni presidenziali del 2007, che si ferma al 3,2%. Alle elezioni presidenziali del prossimo 23 ottobre ci sarà anche Jorge Altamira del Frente de Izquierda grazie al suo 2,4%. Una distanza enorme e praticamente incolmabile da oggi al 23 ottobre, data delle elezioni presidenziali in Argentina. Altri elementi di queste elzioni primarie: un gran numero di schede bianche, oltre 775 mila secondo alcune stime, e una forte partecipazione vicina al 78%. Cristina Fernandez Kirchner si dimostra forte sia nelle province dell'interno, tradizionalmente vicine all'attuale presidente, sia nella provincia di Buenos Aires, arrivando al 53% dei voti. Questi dati porteranno alcune voci critiche e dubbiose verso la sua capacità di leadership a tacere e riconoscerne le potenzialità di vittoria. E' indubbio che il grande impatto emotivo della morte del marito ed ex presidente argentino, Nestor Kirchner, abbia avuto l'effetto di compattare l'elettorato del Partido Justicialista, dandogli maggiore spinta verso un voto di riconferma, come testimoniato da numerosi cartelli per le strade e piazze di Buenos Aires nei giorni successivi al corteo funebre dell'ex presidente. Effetto emotivo che si aggiunge ai buoni dati economici degli ultimi anni e ad un basso tasso di disoccupazione attorno al 7%.
Per l'inquilina della Casa Rosada, quindi, la strada sembra spianata verso la rielezione al primo turno. Per ottenerla dovrà conseguire il 40% + 1 dei voti ed un distacco superiore al 10% dal secondo candidato più votato. Cosa che, dai dati attuali, appare evidente.

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