Il sottile filo che unisce Fermo a Bahía Blanca

“Ricostruire la verità dei fatti è fondamentale per qualsiasi processo democratico. Provo profonda ammirazione, quindi, per tutto quello che sta facendo l’attuale governo argentino nel perseguire i colpevoli di una fase storica drammatica come quella della dittatura militare tra il 1976 ed il 1983”. E ancora: “l’amministrazione provinciale di Fermo sta valutando la possibilità di inviare una delegazione a Bahía Blanca, per dimostrare la solidarietà della popolazione fermana a quella argentina. Un segnale importante, in un percorso di condivisione delle rispettive esperienze e delle tragedie che hanno segnato la storia recente di un paese che ospita tanti cittadini provenienti dal nostro territorio”.
ausencias
Così si è espresso l'assessore alla Cultura della Provincia di Fermo, Giuseppe Buondonno, all'Auditorium Casa Argentina, giovedì 23 giugno durante l'incontro "Bahía Blanca: in attesa di Giustizia". Incontro che si inserisce nel solco iniziato con la mostra Ausencias, del fotografo argentino Gustavo Germano, organizzata a Fermo a maggio. Da anni la città di Bahía Blanca è gemellata con quella marchigiana di Fermo in quanto ospita un nutrito gruppo di emigrati marchigiani, e fermani in particolare. A Bahía Blanca, una settimana fa, dopo molte difficoltà, è iniziato il processo contro alcuni militari del V Corpo d'Armata che, durante la dittatura militare, aveva giurisdizione su tutta la Patagonia argentina.
E' solo uno dei vari processi alla dittatura che negli ultimi anni hanno portato sul banco degli imputati alcuni responsabili delle violazioni dei diritti umani compiuti nel periodo della giunta militare. Moderato da Jorge Ithurburu, presidente della 24marzo Onlus, all'incontro "Bahía Blanca, in attesa di Giustizia" ha partecipato, oltre all'assessore Giuseppe Buondonno, anche Marina Mantecón Fumadó, responsabile Diritti Umani dell’ambasciata argentina, Walter Calamita, argentino residente a Massa Fermana, ex prigioniero politico durante la dittatura, Hugo Singh Chuhan, della Casa Latinoamericana della Versilia e Mirta Mantaras, esperta di diritto militare, in video conferenza da Buenos Aires. Al termine Suor Genevieve Jenningros ha espresso le sue considerazioni sui saggi contenuti nel libro “Vite senza corpi”, di Jorge Ithurburu e Cristiano Colombi.

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