Uruguay: quei processi alla dittatura si faranno. Luce verde per 80 casi di violazione dei diritti umani

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La Presidenza della Repubblica uruguayana e il Consiglio dei Ministri hanno deciso che le indagini relative a violazioni dei diritti umani compiute da militari collaboratori della dittatura potranno proseguire senza l'ostacolo della Ley De Caducidad. 80 i processi in questione relativi al periodo 1973 – 1985.
A dirlo è stato il Segretario della Presidenza dell'Uruguay, Alberto Breccia, nel trentottesimo anniversario del colpo di stato compiuto dall'allora presidente Juan Maria Bordaberry. Il 27 giugno 1973, attraverso il decreto 464/973, firmato anche dai ministri Nestor Bolentini e Walter Ravenna, Juan Maria Bordaberry dichiarò sciolta la Camera dei Rappresentanti ed il Senato, sostituendoli con un Consiglio di Stato. Vietò la diffusione via stampa cartacea e televisiva di notizie sul suddetto decreto, aumentò il potere dell'esercito e delle forze di polizia, oltre che del Potere Esecutivo, instaurando di fatto una dittatura fino al 1995.
La Ley de Caducidad, approvata nel 1986, dall'allora presidente dell'Uruguay, Julio Sanguinetti (Partido Colorado), garantisce l'impunità ai membri della dittatura militare. Permette, però, al presidente della repubblica di proporre determinati casi da sottoporre a processo. Dalla fine dell'anno scorso la Ley de Caducidad è soggetta a modifiche di alcuni articoli da parte delle due camere, nelle quali, però, non si è ancora riusciti a trovare una maggioranza che le approvi. L'ultimo capitolo è avvenuto lo scorso maggio, quando Victor Semproni, deputato della maggioranza guidata dal presidente José Mujica si è rifiutato di votare a favore delle modifiche, lasciando in vigore allo stato attuale la Ley de Caducidad.
La decisione di ieri, invece, si basa sulla sentenza della Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) relativa alla denucia della scomparsa di María Claudia García de Gelman, per la quale lo stato uruguayano pagherà un risarcimento economico. La CIDH ha infatti stabilito che la Ley de Caducidad non possa essere ostacolo al raggiungimento della verità e all'individuazione dei colpevoli. La decisione della Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri si basa inoltre sul fatto che l'Uruguay ha sottoscritto la Convención Americana de Derechos Humanos, la Convención contra la Tortura y Otros Tratos y Penas Crueles, Inhumanas o Degradantes, la Convención sobre Imprescriptibilidad de los Crímenes de Guerra y Crímenes de Lesa Humanidad. Inoltre, anche, la Suprema Corte de Justicia uruguayana ha sancito l'incostituzionalità della Ley de Caducidad. La firma del presidente dell'Uruguay, José Mujica, è prevista entro il fine settimana. Poi spetterà alla magistratura competente decidere in che modo proseguirà l'iter di ciascun caso specifico.

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