L'Honduras è di nuovo nell'Organizzazione degli Stati Americani: ma i diritti umani?

Dopo esser stato riammesso all'Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), ora la sfida che attende la società e la politica dell'Honduras è la punizione dei colpevoli del golpe del 2009 e dello spargimento di sangue con tanto di violazioni dei diritti umani, avvenuto a partire dalla cacciata dell'allora presidente Manuel Zelaya. In un paese di 8 milioni di abitanti, il secondo più povero del Centro America, con endemici problemi occupazionali, la strada verso la riconciliazione e il sanamento della frattura sociale verificatasi dopo il golpe del 2009, passa necessariamente attraverso l'analisi dei fatti e l'individuazione delle responsabilità dei crimini avvenuti durante gli scontri e le manifestazioni tra favori e contrari al rientro di Manuel Zelaya, anche a mesi di distanza dalla sua espulsione. Non bisognerà confondere il perdono con la dimenticanza della storia recente. Sarà necessario, inoltre, vigilare sul rispetto dei punti dell'accordo di Cartagena de Indias, firmato tra Porfirio Lobo e Manuel Zelaya con la mediazione di alcuni paesi della regione. L'Honduras è di nuovo nell'Organizzazione degli Stati Americani: ma i diritti umani?


Tutto ciò a poche ore dal rientro dell'Honduras nell'Organizzazione degli Stati Americani, votato ieri a maggioranza durante l'assemblea straordinaria dell'Assemblea Generale, a Washington, con 32 voti a favore. Solo l'Ecuador, come annunciato dal presidente Rafael Correa, ha coraggiosamente votato contro, sostenendo che prima si sarebbe dovuto avviare un processo di sanzione contro i responsabili del golpe del 2009. Pur avendo votato a favore, anche Nicolas Maduro, ministro degli Esteri del Venezuela, ha portato all'attenzione di tutti la necessità di un percorso che vada nella direzione dell'indagine delle violazioni dei diritti umani in Honduras e della sanzione dei responsabili con tutto il peso della legge. Anche la Bolivia ha chiesto apertamente un processo penale contro i golpisti. L'ex presidente Manuel Zelaya, ha incluso anche la sua famiglia tra le vittime del golpe: vittime, ha aggiunto, che devono poter vedere rispettati i loro diritti. L'attuale presidente dell'Honduras, Porfirio Lobo, ha invitato i cittadini a pensare agli elementi che uniscono, tralasciando le divisioni, aggiungendo che non perseguiterà politicamente nessuno. L'interrogativo, da oggi, è proprio come sarà trattato il problema delle violazioni dei diritti umani e della punizione dei golpisti, alcuni dei quali fanno parte del governo dello stesso Porfirio Lobo.

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