"No estoy solo, hay otro, hay el reflejo": 25 anni dalla morte di Jorge Luis Borges

Yo que sentí el horror de los espejos
no sólo ante el cristal impenetrable
donde acaba y empieza, inhabitable,
un imposible espacio de reflejos

sino ante el agua especular que imita
el otro azul en su profundo cielo
que a veces raya el ilusorio vuelo
del ave inversa o que un temblor agita.

Jorge Luis Borges,
Los espejos

Il 14 giugno di 25 anni fa moriva lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. Nato il 24 agosto 1899 a Buenos Aires, da Jorge Guillermo Borges e Leonor Rita Acevedo Suárez, fin da piccolo ricevette un'educazione rigorosa, che lo costringeva molto tempo nella biblioteca del padre, sopra i libri: già all'età di 5 anni Jorge Luis Borges leggeva Wells, Poe, Cervantes, Grimm e Burton.
Uno degli aspetti che maggiormente colpisce chi si avvicina ai suoi racconti è lo stretto rapporto con la psicologia. Ne rimasi talmente colpito che l'analisi dell'identità e dell'alterità negli scritti di Jorge Luis Borges fu il tema della mia tesi di laurea all'università. Tra le ricorrenti tematiche della letteratura borgesiana ci sono le biblioteche, il tempo, il destino, la morte, l'universo, gli specchi e il doppio: quest'ultimo concetto parte dal principio dell'esistenza dell'altro e dalla possibilità di sdoppiare i personaggi di un racconto: o ripetendone in modo speculare i lineamenti, o opponendosi in modo simmetrico ad essi. “L'identità” e “l'altro da noi” sono costruzioni psico-linguistiche che partono dal tema della relazione tra individui: relazione che può essere di uguaglianza o di differenza. La prima ha bisogno di un insieme di valori a cui ispirarsi, la seconda ha bisogno di un ambiente o un soggetto da cui distanziarsi. Anche lo specchio è un tema ricorrente negli scritti di Borges. Negli specchi, scriveva, risiede l’altro, il riflesso.
Borges era spettrofobico: aveva paura di qualunque immagine riflessa, compresa la propria, e quelle degli oggetti, artificiali o naturali. Quindi, anche l’acqua, le lastre d’acciaio e perfino le pozzanghere. Nello specchio Borges trovava un confine tra il mondo conosciuto e lo spazio sconosciuto. Bastavano due specchi contrapposti, secondo lui, per creare un universo con esseri replicanti e immagini di diverse realtà. Quando Jorge Luis Borges si guardava allo specchio non vedeva sé stesso ma un'altra persona, un altro Borges che lo fissava. “No estoy solo, hay otro, hay el reflejo”, scrive Borges in Arte Poetica, e in Los espejos velados aggiunge:

Yo conocí de chico ese horror de una duplicación o multiplicación espectral de la realidad, pero ante los grandes espejos. Su infalible y continuo funcionamiento, su persecución de mis actos, su pantomima
cósmica, eran sobrenaturales entonces, desde que anochecía.

Lo specchio, quindi, non restituisce solamente un'immagine, ma crea l'altro, fungendo da porta di ingresso dal mondo immaginario al mondo reale e viceversa. Porta che è possibile attraversare in entrata e in uscita. Ancora in Los Espejos scrive:

Infinitos los veo, elementales
ejecutores de un antiguo pacto,
multiplicar el mundo como el acto
generativo, insomnes y fatales.

Prolonga este vano mundo incierto
en su vertiginosa telaraña;
a veces en la tarde los empaña
el Hálito de un hombre que no ha muerto

Ma forse aveva ragione lui: di Jorge Luis Borges non ne esiste uno solo, ne esistono molti. Tanti quanti sono i suoi lettori nel mondo, dato che le traduzioni dei suoi scritti in diverse lingue hanno diffuso la sua opera nei più remoti angoli del globo, rendendola universale. Essa è oggi patrimonio dell'umanità, studiata in importanti università. Attraverso la lettura della mole di libri e articoli di periodici sull'analisi delle sue opere, sappiamo che i significati in esse contenuti sono molteplici e differenti. Dipendono dal background culturale e geografico del lettore. Nel leggerle, ogni fruitore dell'arte borgesiana proverà sensazioni diverse, sottolineerà parole e frasi diverse a seconda della propria sensibilità. Anche lo stesso racconto, letto a distanza di anni produrrà inevitabilmente sensazioni diverse. Per questo rileggere un brano di Jorge Luis Borges fornisce ogni volta nuovi spunti da cui partire per ricerche personali, prefigurando una lettura potenzialmente infinita.


0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche