Referendum in Ecuador: vittoria del Sì

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Vittoria del Sì al referendum celebrato in totale normalità e senza denunce di irregolarità, sabato 7 maggio in Ecuador. 11 milioni 158 mila 419, gli elettori chiamati in 29.688 sezioni elettorali, comprese quelle allestite nelle ambasciate e consolati per gli ecuadoriani all'estero. Secondo i dati del Consejo Nacional Electoral, tutti i questi, i 5 relativi alla riforma costituzionale e i 5 relativi alla consultazione popolare, hanno superato il 50%, seppur con stretto margine.
Critiche sono state sollevate sia da giornalisti ecuadoriani, sia da presidenti di associazioni internazionali, come la Sociedad Interamericana de Prensa, (SIP), presieduta dall'ex presidente dell'Uruguay, Julio Maria Sanguinetti: alcune domande, infatti, contenevano una introduzione che avrebbe indotto i cittadini a votare Sì. “Allo scopo di migliorare la sicurezza cittadina...”, “Al fine di avere un sistema giudiziario più efficiente...”, “Allo scopo di evitare la morte di animali per il semplice divertimento...” sono alcune delle introduzioni alle domande del referendum che, secondo i critici, avrebbero condizionato l'elettorato a votare a favore.
Al di là delle percentuali questa vittoria del Sì in tutti e 10 i referendum è un risultato importante per il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, di Alianza Pais, soprattutto relativamente ai quesiti numero 3 e 9, che riguardano il legame tra mezzi di comunicazione - potere politico, e quelli numero 4 e 5, relativi al rapporto giustizia – potere politico. In particolare, dopo il referendum, sarà proibito ad amministratori e proprietari di mezzi di comunicazione avere interessi economici in aree diverse da quelle della loro attività.
Il Consejo Judicial, inoltre, sarà sostituito da una commissione formata da 3 membri eletti, uno dall'esecutivo, uno dal Parlamento, il terzo da un organismo indipendente chiamato Función de Transparencia y Control Social.
Verrà costituito, inoltre, un consiglio che avrà lo scopo di regolare la circolazione a mezzo stampa (radio, tv, giornali) di messaggi con contenuti, violenti, sessuali e discriminatori. Illegali, infine, corride e combattimenti di animali, oltre al gioco d'azzardo e ai casinò.
Da segnalare che numerosi cittadini, in interviste tv e commenti sulle edizioni on-line dei quotidiani, hanno denunciato la mancanza di una informazione obiettiva e chiara, scevra da colori politici, sui reali effetti che ciascuna domanda del referendum avrebbe provocato.

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