Michel Martelly nuovo presidente di Haiti

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Il compito più gravoso sarà portare avanti la ricostruzione di un paese distrutto dal terremoto del 2010 che ha causato circa 300 mila morti e danneggiato palazzi ed edifici del paese. Ma non solo. Cinquantenne, cantante noto come Sweet Micky e Tet Cale, nato nella capitale il 12 febbraio 1961, privo di un passato in politica, Michel Martelly è da ieri il nuovo presidente di Haiti. Succede a René Préval che durante la cerimonia ufficale ha consegnato la fascia di presidente al nuovo capo di stato haitiano. Michel Martelly è stato eletto nel ballottaggio delle elezioni presidenziali del 20 marzo scorso con oltre il 67% dei voti lasciando alla sfidante 71enne, Mirlande Manigat il 31,5%. Secondo alcuni analisti la sua vittoria è frutto del voto di protesta contro il partito dell'ex presidente René Préval, e delle promesse di cambiamento delle condizioni di vita delle fasce più povere del paese.
Il giuramento ha avuto luogo a Port Au Prince, in uno spazio provvisoriamente adibito dal personale O.N.U. ad ospitare riunioni dell'Assemblea Nazionale. Il Parlamento infatti è ancora inagibile. Di fronte a rappresentanti di Stati Uniti, Francia, Spagna ed altri paesi Michel Martelly ha pronunciato un discorso in cui la sicurezza è stata definita come elemento fondamentale per lo sviluppo del paese ed il progresso delle opere di ricostruzione. Con l'obiettivo di essere il presidente di tutti, ha definito il superamento delle differenze politiche e l'unione degli haitiani tappe importanti per la società, aggiungendo che serviranno per migliorare la situazione di povertà di Haiti. Combattere la disoccupazione, ricollocare alcuni sfollati del terremoto e realizzare nuove infrastrutture sono due dei punti da realizzare.
A suscitare perplessità e critiche, il costo della cerimonia, oltre 4 milioni e mezzo di dollari, e l'invito a presenziare la cerimonia di investitura rivolto all'ex uomo forte di Haiti Jean Claude Duvalier, da qualche mese rientrato sull'isola dopo essere scappato in esilio dorato in Francia, a causa delle proteste popolari che misero fine al suo impero.


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