Marisol Valles Garcia è negli Stati Uniti

E' stato il Centro de Inmigración della città di El Paso, frontiera tra Messico e Stati Uniti a chiarire il giallo della scomparsa del capo della polizia di Praxedis Guadalupe Guerrero, Marisol Valles Garcia. La studentessa di criminologia, ventenne, eletta ad ottobre, ha sollecitato asilo politico negli Stati Uniti assieme ad alcuni familiari tra cui il padre Martín Valles, anche se la notizia non è né confermata né smentita dal governo U.S.A. Tutte le domande d'asilo, infatti, sono riservate ed iniziano con un colloquio in cui deve emergere un fondato rischio per la vita della persona. La studentessa al V semestre del corso di criminologia presso il Centro Cultural Universitario de Ciudad Juárez ha richiesto, lo scorso 2 marzo un permesso scaduto il lunedì successivo. Ora si trova assieme al marito ed il figlio presso il citato centro di El Paso. Un rappresentante del Dipartimento di Sicurezza Interna degli U.S.A. ha precisato alla stampa messicana che Marisol Valles Garcia potrà presentare la sua domanda a breve davanti ad un giudice per l'immigrazione.
A principio del mese si era assentata per qualche giorno con un permesso personale per prendersi cura dei figli piccoli, ma non era rientrata al suo posto di lavoro. Si è poi saputo che Marisol Valles Garcia è stata costretta ad abbandonare il posto di capo della polizia per le minacce di morte ricevute da una banda criminale, secondo le indagini della Policía Estatal. A dirlo è anche Jorge González Nicolás, giudice dello stato di Chihuahua, che ha aggiunto di non riuscire a contattare telefonicamente con la ragazza né di sapere dove è diretta. Alcune settimane fà, dei vicini di casa dei genitori di Marisol avevano notato un via vai di valige, simile ad un trasferimento. Sconcerto tra i cittadini di Praxedis Guadalupe Guerrero che, in pochi mesi, avevano instaurato un rapporto personale col capo della polizia, basato sulla collaborazione e fiducia reciproca. A Praxedis, 10 mila abitanti, circa la metà della popolazione continuano da anni ad essere numerose le famiglie, specialmente di esercenti, costrette ad andarsene per minacce e ricatti del crimine organizzato.

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