La vida inagotable. Documentario sui Maya dei giorni nostri

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Il sito dell'INAH (Instituto Nacional de Antropología e Historia) è uno dei miei preferiti. Negli ultimi tempi l'ho trascurato e di questo me ne rammarico. Rivisitandolo recentemente, però, ho scoperto il lavoro etnografico realizzato dalla regista messicana Erika Araujo culminato nella realizzazione del cortometraggio intitolato La vida inagotable – Sayabkuxtal. Frutto di due anni di investigazione nella penisola dello Yucatán, a contatto con una popolazione di un milione e mezzo di abitanti di etnia Maya, il documentario è coprodotto dall'INAH e da Kalafilmes. I 50 minuti di affascinanti e preziose immagini, sapientemente unite dalla voce narrante del giornalista Ciro Di Costanzo, descrivono rituali, cerimonie e vita quotidiana dei Maya contemporanei. E' stato girato nelle comunità di Tiholop, Yaxcabá e Tulum, nello Yucatán, e in quelle di Sian Ka'an e Xel Há, nella regione di Quintana Roo.
La vida inagotable, di Erika Araujo, parte da una domanda: chi sono i Maya, oggi? e continua spiegando che non sono più una stirpe reale, né una stipe di costruttori di imponenti piramidi. I Maya oggi sono custodi di una delle più importanti culture della storia, trasmessa di generazione in generazione. I Maya oggi lottano per la sopravvivenza, relazionandosi con la natura circa i raccolti, la pesca e la caccia. I Maya oggi, continuano a mantenere e conservare i loro usi e tradizioni risalenti a tremila anni fa. Il vincolo con la terra, con la natura, con gli animali che li circondano, il fatto che ogni giorno divenga una festa per il semplice fatto di veder sorgere il sole, di poter godere delle acque dei fiumi e delle piante, sono concetti espressi nel libro sacro: il Popol Vuh. Uno dei punti di forza de La vida inagotable – Sayabkuxtal è l'approfondimento dei rituali del Chaac-chaac, che implica offerte al dio affichè faccia piovere, del Hetz Mek, il battesimo, e del Hanal Pixán, dopo la morte. Il 19 gennaio La vida inagotable – Sayabkuxtal, di Erika Araujo, ha ricevuto il premio alla miglior fotografia nel festival internazionale del cinema di Strasburgo, in Francia. Diverse università e associazioni hanno sollecitato che il documentario venga presto diffuso in DVD.


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