Ognuno al suo posto: ergastolo per il criminale Reynaldo Bignone

Ergastolo per crimini di lesa umanità nei confronti di 10 vittime, commessi nei suoi due anni di dittatura, dal 1982 al 1983. Tutti da scontare in un carcere comune. Questa la condanna inflitta all'ex dittatore della giunta militare argentina, Reynaldo Benito Bignone, di 83 anni, dal Tribunal Oral Federal 1 di San Martín, periferia di Buenos Aires. Lo stesso tribunale che lo aveva condannato, nel 2010, a 25 anni per un altro stralcio del maxi-processo sul centro di tortura Campo de Mayo.
Condannati insieme a Reynaldo Bignone, l'allora capo della Polizia, Luis Abelardo Patti, e l'allora agente dei servizi segreti militari, Martín Rodríguez alias El Toro (per la sua efferatezza nelle torture), gli ex militari, Santiago Omar Riveros e Juan Fernando Meneghini. Solo Meneghini era presente in aula ed è l'unico a non aver ricevuto l'ergastolo ma una condanna a 6 anni.
C'erano, invece, i rappresentanti di diverse organizzazioni per i diritti umani, e familiari delle vittime. Alla lettura della sentenza, fatta dal presidente del tribunale, Lucila Larrandart, hanno applaudito, compresa la presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, Estela de Carlotto. “Sono criminali, nonostante la loro età avanzata, e rinchiuderli in carceri comuni garantisce che non godano di privilegi”, ha dichiarato de Carlotto. Le condanne ai criminali della dittatura militare argentina di questi ultimi tempi sono il risultato di un cammino con pazienza e perseveranza, grazie alla certezza di essere dalla parte giusta, ha spiegato uno degli avvocati dell'accusa. Durante il processo oltre 90 testimoni, alcuni minacciati di non presentarsi a deporre, hanno delineato ciò che erano stati obbligati a subire. Un processo, questo, che trent'anni dopo i fatti ha messo ciascuno al suo posto: i colpevoli sul banco degli imputati, le vittime su quello dei testimoni d'accusa.
Dal febbraio scorso, Reynaldo Benito Bignone è imputato in un altro processo per 35 casi di furto di minori durante la dittatura argentina (1976-1983).
Avanzano, quindi, i processi ai criminali della dittatura argentina che causò circa 30 mila desaparecidos.

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