2011. L'anno di José María Arguedas

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Un 18 gennaio di cento anni fa, ad Andahuaylas, in Perù, nasceva lo scrittore José María Arguedas, considerato uno dei maggiori rappresentanti dell'indigenismo e delle rivendicazioni culturali degli andini. Dalle sue opere emerge la frattura che ha spaccato in due la società peruviana tra bianchi ed indios. In Perù il centenario della sua morte è stato oggetto di disputa in parlamento: sebbene fosse chiaro da tempo che il 2011 avrebbe dovuto essere l'anno di Arguedas, una proposta presentata da parlamentari di diversi schieramenti proponeva di intitolare il 2011 “Anno del centenario dei sottomarini in Perù”.
Alla fine, il parlamento peruviano ha intitolato il 2011 “Anno di Macchu Picchu”. Ad ogni modo in Perù continuano, da gennaio, manifestazioni culturali, mostre e celebrazioni delle opere dello scrittore.
Da bambino José María Arguedas veniva lasciato spesso con la madre, dato che il padre Víctor Manuel Arguedas Arellano, era un famoso avvocato spesso in viaggio, lontano da casa. Dopo la morte di sua madre, Victoria Altamirano Navarro, ed il matrimonio in seconde nozze del padre, viene lasciato spesso con quest'ultima che, secondo gli scritti lasciati dallo stesso José María Arguedas, non gli presta molte attenzioni. Spesso lo costringe a vivere con i membri della servitù, di origini indigene. Sono loro a dargli quel calore, quella protezione e quell'amore che non riceveva dai familiari. Nel 1921, assieme a suo fratello Arístides, fugge rifugiandosi in una fattoria dove vive due anni apprendendo usi e lingua Quechua. E' così che quel bambino, bianco, finisce per avvicinarsi interiormente ed emozionalmente ai valori della cultura andina. All'università Aguedas nota come anche nel suo accento sia evdente l'influenza della lingua Quechua.
La produzione di Arguedas spazia dalla narrativa alla saggistica, da traduzioni di poesie dal quechua allo spagnolo, ad articoli per quotidiani sull'idioma Quechua, sulla mitologia preispanica e sugli usi delle popolazioni native. Nel suo primo libro, Agua, in cui i protagonisti, indios, parlano uno spagnolo con sintassi Quechua, viene descritto il conflitto sociale e culturale tra popolazione indigena e bianca. I primi depositari del valore della solidarietà, i secondi intrisi di violenza ed arrivismo. Il problema del possesso delle terre è il tema del secondo libro, Yawar fiesta, mentre profondamente introspettiva è Los ríos profundos in cui riflette la dualità culturale, sociale, antropologica del Perù. Tra le righe è evidente il senso di discriminazione che Arguedas ha dovuto sopportare nell'arco della vita. Il suo collega Mario Vargas Llosa, in una recente intervista, ha suggerito ai giovani di leggere e rivalutare l'opera di José María Arguedas per comprendere il Perù profondo.
Il 28 novembre 1969, dopo anni di trattamento psichiatrico e un fallito tentativo di suicidio per depressione, José María Arguedas si spara nel suo ufficio. Era professore presso l'Università Agraria di Lima. Nel novembre 2004 nella sua città natale, Andahuaylas, è stata inaugurata la Universidad Nacional José María Arguedas.

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