Tra storia e denuncia, tra colonialismo e causa indigena: è il film También la lluvia

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Sarà la pellicola También la lluvia, della regista madrilena Icíar Bollaín ed interpretata da Luis Tosar e Gael García Bernal, a rappresentare la Spagna agli Oscar del febbraio 2011. A darne notizia, lo scorso settembre, è stata la Academia de Cine. También la lluvia è stato girato in Bolivia, tra la selva del Chapare e la città di Cochabamba, quasi tutto in esterna, con circa 4000 comparse, 300 delle quali di origini indigene. Prende spunto da un racconto di Paul Laverty, marito della regista. Ambientato nel 2000, narra la storia di una troupe cinematografica che si reca in Bolivia per girare un film sulla repressione originata dallo sbarco nel nuovo mondo di Cristoforo Colombo. Un Colombo ossessionato dalla ricerca dell'oro per la quale non esita ad iniziare uno sfruttamento di manodopera indigena. Ma il 2000 (tra gennaio ed aprile) è anche l'anno in cui molti boliviani si sono ribellati al progetto dell'allora governo del dittatore Hugo Banzer e della multinazionale nordamericana Bechtel di privatizzare l'acqua potabile, che ne fece schizzare il prezzo alle stelle. L'ossessione per l'oro e la conseguente sottomissione delle popolazioni originarie nel XVI secolo, la difesa dell'acqua come bene pubblico in quello attuale, sono gli ingredienti di un film matrioska sospeso tra passato e presente tra storia e denuncia, colonialismo e causa indigena. La troupe cinematografica si troverà presto coinvolta nella cosiddetta “guerra dell'acqua”. Un film che ha richiesto molti sforzi e una logistica complessa, ha ammesso in un'intervista la regista Icíar Bollaín.
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Il 23 ottobre También la lluvia ha inaugurato la Semana de Cine de Valladolid (Seminci), oltre ad aver vinto il II Premio Diversidad Cultural. Il compenso è stato interamente devoluto per la realizzazione di un progetto che porti acqua potabile a Cochabamba, dove il 75% della popolazione ha problemi di approvvigionamento. Il Premio Diversidad Cultural è stato assegnato dalla Agencia Española de Cooperación Internacional para el Desarrollo (AECID).



3 commenti:

  1. Un film assolutamente da vedere. Grazie per la segnalazione

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  2. Gli spagnoli che fanno un film su Cristobal Colon criminale, bandito, uccisore di nativi, sfruttatore di manodopera,etc etc.
    Trama da film umoristico.
    Intanto cosa ci azzecca la Bolivia con i Caribi ? forse il regista ha confuso l'oceano Atlantico con il Pacifico ? e poi lo sa che mestiere faceva quella canaglia di Cristobal ? navigava, navigava su una barca di più o meno venticinque metri in un mare dove gli uragani sono purtroppo frequenti. Navigava in una zona di "poveri" cannibali che ogni tanto facevano qualche spedizione per mangiarsi qualche Taino dell'isola Hispaniola. Come faceva quel delinquente a navigare, controllare i fondali, navigare senza radar al chiar di luna di notte, in una zona di miliardi di scogli, isolette, isole etc, disegnare le carte delle zone appena scoperte, occuparsi degli equipaggi, di ritornare, e quel filibustiere era capace, lui ovviamente (gli spagnoli fanno i registi ed i film "di fantascienza" e nel Nuovo Mondo hanno mandato come esercito della salvezza Cortez, Pizzarro, e affini) di nefandezze mai riscontrate storicamente, neanche con il processo Bobadilla, con il quale il buon re spagnolo voleva rimangiarsi le promesse fatte che avrebbero arricchito il criminale genovese. Anzi ora si sono fatte sotto SAvona, Cogoleto, la Polonia, la Grecia e pure la Scozia. Con buona pace per i genovesi così saranno contenti di non annoverare più tra i propri figli questo cornutone di fascista, razzista e criminale tout court. Basta il buon Giuseppe Garibaldi che in sudamerica combatteva a fianco dei proprietari terieri e che ogni tanto si faceva qualche viaggetto dal Perù in Cina per trasporto di "esclavitud amarilla" per sostituire gli schiavi africani portati in America dai francesi...(non da Cristobal).

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  3. "cosa ci azzecca la Bolivia con i Caribi?" e dove, esattamente si parla di Caribi?

    "forse il regista..." la regista perchè Icíar Bollaín è una donna.

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Nota

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