E' morto il genocida Emilio Eduardo Massera, componente della giunta militare argentina

Emilio Eduardo Massera, 85 anni, uno degli uomini simbolo del periodo più nero della dittatura argentina è morto, ieri, alle 16 ora argentina, all'Hospital Naval de Buenos Aires per arresto cardiorespiratorio. Rubén Venerus, direttore dell'ospedale, ha spiegato che Emilio Eduardo Massera vi era stato ricoverato lo scorso 19 aprile per problemi neurologici. Nato nell'otobre del 1925 a Paranà, il suo nome è affiancato a quelli di altri due capi della giunta militare, Jorge Rafael Videla e Orlando Ramón Agosti. Insieme realizzarono il colpo di stato del 1976 che scalzò dal potere la presidente María Estela Martínez de Perón, alias Isabelita.
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Componente la giunta militare argentina che governò il paese dal 1976 al 1983, era imputato per diversi crimini tra cui sequestro e cambio di identità di minori, figli dei desaparecidos incarcerati e torturati durante la dittatura. Era stato sul punto di morire già due volte, nel 2002 e nel 2009. Diresse la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), nel centro di Buenos Aires, oggi divenuta un museo per ricordare gli oltre 5000 desaparecidos che vi furono internati. La ESMA era uno dei tre campi di concentramento della dittatura: gli altri due erano La Perla, a Cordoba e l'istituto militare di Campo de Mayo. Durante il processo alla giunta militare del 1985 venne condannato all'ergastolo ed inabilitato ad occupare incarichi pubblici per sequestro, minacce e riduzione in schiavitù, tortura, omicidio, furto, estorsione, falso in atto pubblico, sottrazione di minore. Dal 1998 Emilio Eduardo Massera era agli arresti domiciliari: misura prevista dalla legislazione argentina per i maggiori di 70 anni. Attualmente sotto processo in contumacia in Italia per la scomparsa di tre italo-argentini nel periodo della dittatura, Angela Maria Aieta, Giovanni e Susanna Pegoraro, sul suo capo pendevano richieste di estradizione anche da Germania, Spagna e Svizzera. Noto come Comandante-Cero o El negro, uscì di prigione nel 1990 grazie all'indulto deciso dall'allora presidente dell'Argentina Carlos Menem, ma nel 1998 fu di nuovo imputato e incarcerato per i sequestri dei figli dei desaparecidos all'interno del famigerato Plan Condor. Dal 2005 è stato dichiarato non imputabile per demenza. Per questo numerose cause penali contro di lui sono state bloccate.
Carlos Lordkipanidse, ex detenuto alla ESMA, intervistato dalla Tv pubblica argentina, ha dichiarato di sentirsi frustrato per non poter vedere il genocida Emilio Eduardo Massera passare i suoi ultimi giorni in una carcere comune per i sequestri di minori che ha compiuto.

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