Elezioni ad Haiti: tra colera e denunce di brogli

4 milioni e mezzo di haitiani con diritto di voto sono stati chiamati, ieri, alle urne per scegliere, il nuovo presidente, 11 senatori su 30 e 99 parlamentari componenti la Camera dei Deputati. I collegi hanno aperto alle 6 del mattino per chiudersi ufficialmente alle 16, anche se alcuni hanno prolungato l'orario permettendo a chi era in fila di esprimersi. 18 i candidati a succedere l'attuale presidente di Haiti, René Préval, nessuno dei quali sembra avere appoggio sufficente per arrivare al 50% + 1 dei voti. Dunque sarà necessario il ballottaggio del 16 gennaio 2011. Per accedervi sarà lotta a tre tra Mirlande Manigat (RDNP), Jude Celestin (Unità) e Joseph Michel Martelly (Risposta Popolare). A garantire la sicurezza nei centri di voto sarà la Minusta.
Una scheda enorme, pullante di nomi e simboli, che non ha reso facile la vita degli indecisi, degli inesperti e dei più anziani; la diffusione del colera; gli sfollati del terremoto di gennaio che vivono ancora in tendopoli; carenza di alimenti; seggi che aprono in ritardo; elettori che votano più volte; altri respinti perchè non iscritti; sfollati chiamati ai seggi dei loro luoghi di residenza distrutti dal terremoto; proteste in strada, una delle quali ha visto la partecipazione del candidato Michel Martelly, e di fronte alla sede del Consiglio Elettorale Provvisorio disperso dalla polizia haitiana e dai caschi blu dell'O.N.U.; una lettera in cui 12 candidati, richiedevano l'annullamento delle elezioni a causa di iregolarità e brogli elettorali a favore di Jude Celestin, candidato del partito governante. Richiesta di dimissioni anche per il primo ministro René Préval.
Questo il clima nel quale è iniziata l'attesa dei risultati definitivi dello spoglio del primo turno delle elezioni presidenziali ad Haiti. Risultati che si conosceranno non prima del 5 dicembre. Poco prima dell'apertura dei seggi era stata anche la favorita, la professoressa Mirlande Manigat, a denunciare la presenza nei seggi di urne già contenenti schede votate. In dichiarazioni rilasciate poi ad Haiti Press Network ha chiarito di non essere una delle firmatarie della richiesta di sospensione dello scrutinio e di volersi presentare al ballottaggio qualora i numeri lo consentano.
Mentre il candidato Jude Celestin affermava che tutto si svolgeva con assoluta normalità, ad Aquin, sud del paese, un diciottenne moriva in un conflitto a fuoco tra sostenitori del presidente ed avversari. Ad ogni modo gli osservatori della Organizzazione degli Stati Americani (OEA) e della Comunidad del Caribe (Caricom) per ora non considerano i fatti accaduti motivo di annullamento delle elezioni presidenziali e legislative.


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