Il primo giorno da presidente per Dilma Rousseff e l'attesa per la lista dei ministri

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Se il maturo elettorato brasiliano ha consegnato alla storia l'elezione 2010, portando per la prima volta una donna al Palacio do Planalto, non all'altezza si è dimostrata l'analisi di certa stampa, anche ma non solo, brasiliana il giorno dopo. Purtroppo alcuni giornali in questi giorni stanno dando il peggio di loro continuando a definirla semplicemente la delfina di Luiz Inácio "Lula" Da Silva , o peggio la candidata di Lula: facendo sembrare lei una marionetta mossa dalla manina dell'ex presidente, e Luiz Inácio Da Silva addirittura un partito.
Eppure il modo di evitare di tirare in ballo quello che la stessa Dilma Rousseff ha definito il miglior presidente della storia del Brasile, ci sarebbe. Per esempio il discorso successivo alla sua elezione, nel quale Rousseff ha spiegato come lo sviluppo economico del Brasile non può essere monodimensionale, ma debba puntare sia sul mercato interno che su quello internazionale, rivendicando la libertà nelle scelte economiche nazionali e aprendo relazioni commerciali con l'estero che prescindano da volontà protezionistiche dei paesi ricchi. Questo per non intaccare i fondi destinati a programmi sociali relativi a istruzione, sanità, lotta alla povertà, definite le sue priorità. Gli interrogativi investono anche la politica estera spaziando dai progetti di integrazione latinoamericana Mercosur e Unasur, alle relazioni con potenze internazionali come Stati Uniti e Iran. Il primo appuntamento sul palcoscenico internazionale per Dilma Rousseff sarà il G-20 in programma a Soul tra poco più di una settimana. Al suo ritorno consegnerà l'attesa lista dei ministri. Il primo giorno da presidente è passato tra riunioni e telefonate di felicitazioni per la sua elezione da parte di alcuni capi di stato. Da martedì fino a oggi, è in vacanza a Puerto Alegre.
Già partito, intanto, sulla stampa l'irresistibile passatempo del fantaministro, con interrogativi sul futuro di due degli artefici della stabilità economica del Brasile: Henrique Meirelles, 65 anni, attuale presidente del Banco Central do Brasil, e Guido Mantega, 61 anni, Ministro delle Finanze. Terzo nome da tener presente è Luciano Couthino, presidente del Banco Nazionale dello Sviluppo Economico e Sociale (BNDES), ex professore di Dilma Rousseff.
La prossima settimana il nuovo presidente del Brasile dovrà definire i componenti la squadra che guiderà la transizione dal governo di Luiz Inácio Da Silva al suo insediamento ufficiale, il primo gennaio 2011. Echeggiano i nomi di Antonio Palocci, ex Ministro delle Finanze, José Eduardo Cardoso, Marco Aurelio García, José Eduardo Dutra e Fernando Pimentel.

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